“C’è una bomba all’interno dell’edificio”. È il testo di una email di allarme arrivata nella mattinata di lunedì 19 ottobre a diverse scuole italiane, da Arezzo alla provincia di Frosinone e al Veronese, e che ha fatto scattare le evacuazioni degli studenti. Ad Arezzo, dove sono state allontanate circa 600 persone, le verifiche non hanno trovato alcun ordigno: si è trattato di un falso allarme. Altre notizie nella sezione scuola.

Arezzo: 600 evacuati all’istituto Vasari
Poco prima delle 11, all’Istituto comprensivo “Giorgio Vasari” di via Emilia, ad Arezzo, è scattato l’allarme per un presunto ordigno, segnalato da una email anonima arrivata in pieno orario scolastico. I Vigili del fuoco hanno evacuato circa 600 persone tra studenti, della primaria e della secondaria, e personale scolastico. Sono intervenuti anche il 118, la Polizia locale, i Carabinieri e la Prefettura, ed è stato attivato il piano per le maxi emergenze. Gli studenti sono stati accompagnati nel vicino parco pubblico di via Emilia, dove hanno atteso i genitori, contattati d’urgenza dalla dirigente scolastica, per tornare a casa.
Frosinone: evacuata la sezione di Pratica
Un episodio analogo è avvenuto all’Istituto comprensivo di Supino, nella sezione distaccata di Pratica, in provincia di Frosinone, dove è stata evacuata la scuola dopo la ricezione della stessa identica email. Non sono stati comunicati il numero degli studenti allontanati né l’esito delle verifiche.
Verona: due istituti evacuati
Nel Veronese è stata disposta l’evacuazione di alunni e studenti in due istituti della provincia, dopo un allarme arrivato via email: il messaggio, riferisce Leggo, “pare scritto in arabo”. La lingua non indica di per sé l’origine né le intenzioni di chi ha inviato il messaggio, ed è un elemento che gli inquirenti dovranno verificare.
Falso allarme
Gli accertamenti compiuti ad Arezzo non hanno riscontrato alcuna bomba, confermando che si è trattato di un falso allarme. Sono in corso le verifiche sugli altri istituti e per risalire a chi ha inviato le email.
Cosa rischia chi manda falsi allarmi
Procurato allarme e minaccia sono reati: chi diffonde false notizie su attentati o bombe può essere denunciato. Gli accertamenti sono affidati alle forze dell’ordine.
Cosa non è ancora noto
Non è chiaro se le email siano partite dalla stessa fonte né quante scuole in totale le abbiano ricevute. Non sono noti ulteriori provvedimenti. Le informazioni potranno essere aggiornate.
Fonte: Leggo.it, Firenze Post, Italpress, NewsIstruzione, La Nazione