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Addio Alex Zanardi: le sue frasi più belle che continueranno a ispirarci

02/05/2026 11:01

Alex Zanardi ci ha lasciati, ma le sue parole restano per sempre. Frasi che fanno pensare, commuovere e non smettere mai di credere in se stessi.

Alex Zanardi non c’è più. Ma le sue parole sono ancora qui, vive, capaci di arrivare dritte al cuore come la prima volta che le abbiamo sentite. Perché Zanardi non era solo un campione dello sport — era un filosofo della vita, uno che aveva capito qualcosa di fondamentale sull’esistenza e che non si stancava mai di condividerlo. Con semplicità, senza retorica, senza mai chiedere pietà. Rilggere le sue frasi oggi è un modo per tenerlo ancora un po’ con noi.

“Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta”

È probabilmente la frase più famosa di Zanardi. Quella che in una sola riga racconta tutto di chi era questo uomo. Non la metà persa. La metà rimasta. Una scelta di sguardo, prima ancora che di volontà. Una filosofia di vita che non si impara sui libri ma solo attraverso il dolore vero — e che Zanardi non solo ha vissuto ma ha saputo trasformare in un dono per chiunque lo abbia ascoltato.

“L’incidente è stata la cosa più bella che mi potesse capitare”

Poche frasi nel mondo dello sport hanno fatto discutere quanto questa. Come si fa a dire che perdere le gambe in modo così devastante è stata “la cosa più bella”? Zanardi lo spiegava così: “Avevo due possibilità: rinunciare o cercare di appassionarmi a un nuovo progetto. Oggi sono una persona molto felice, talmente felice da dire che l’incidente è stata la cosa più bella che mi potesse capitare”. Non era provocazione. Era la verità di un uomo che aveva scoperto una versione di se stesso che senza quell’incidente non avrebbe mai incontrato.

“Ancora cinque secondi”

La sua filosofia dello sforzo in due parole. Zanardi la raccontava con quella chiarezza che aveva nelle cose importanti: “Quante volte m’è successo di voler mollare, sfinito, pensando di essere molto più stanco degli avversari. Poi ti dici: ancora cinque secondi. Chiudi gli occhi per lo sforzo, quasi ti fai del male per continuare a spingere e poi… non sempre, ma è successo che riaprendoli li ho visti indietro, avevano mollato loro”. Una lezione che vale in pista, sul lavoro, nella vita.

“Non sono superman, ma solo un ottimista”

Zanardi ha sempre rifiutato l’etichetta di eroe. La trovava riduttiva, quasi offensiva — perché trasformava la sua storia in qualcosa di irraggiungibile per gli altri, mentre lui voleva che fosse esattamente il contrario. “Non sono superman, ma solo un ottimista”. Quattro parole. Tutto lì. L’ottimismo non come negazione della realtà, ma come scelta attiva di fronte ad essa.

“La vita è come il caffè”

Una delle sue metafore più efficaci e popolari: “La vita è come il caffè: puoi metterci tutto lo zucchero che vuoi, ma se lo vuoi far diventare dolce devi girare il cucchiaino. A stare fermi non succede niente”. Semplice, diretta, inattaccabile. Zanardi non aveva bisogno di parole complicate per dire cose profonde.

“Invece di pensare a ciò che non puoi fare, pensa a cosa puoi fare”

Un principio che ha guidato tutta la sua seconda vita: “Invece di pensare a ciò che non puoi fare per colpa di ciò che non hai, pensa cosa puoi fare grazie a quello che hai”. È il rovesciamento totale della prospettiva. Non il lamento, ma l’inventario. Non il vuoto, ma ciò che rimane.

“Se mentre stai facendo fatica non provi anche gioia, stai seguendo l’ambizione e non la passione”

Una delle sue frasi più citate tra sportivi e non: “Se mentre stai facendo fatica non provi anche gioia, significa che stai seguendo più la tua ambizione che la tua passione”. Una distinzione fondamentale, che Zanardi ha incarnato meglio di chiunque altro — perché lui in pista, in handbike, nelle maratone, sorrideva sempre. Anche quando faceva male.

“Mi tremano le gambe”

Alex Zanardi morto oggi

Davanti a una standing ovation interminabile, Zanardi disse: “Mi avete fatto emozionare così tanto che mi tremano le gambe”. Con la leggerezza di chi ha imparato a ridere di se stesso senza smettere di prendersi sul serio nelle cose che contano davvero. Era anche questo, Alex Zanardi. Un uomo capace di farti piangere e ridere nello stesso momento.

L’eredità che resta

Zanardi se ne è andato. Ma queste parole no. Resteranno nelle interviste, nei libri, nei discorsi motivazionali, nelle chat di chi le manda a un amico nei momenti difficili. Perché lui aveva capito una cosa che pochi capiscono davvero: che le parole giuste, dette con la vita vissuta dietro, possono cambiare il modo in cui qualcuno guarda il mondo. E il suo mondo, nonostante tutto — o proprio grazie a tutto — era straordinariamente bello.

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