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Assegno di natalità nella Manovra 2021: come funziona e chi lo può richiedere

L’assegno di natalità è un bonus che viene consegnato alle famiglie che avranno un figlio nel prossimo anno. L’importo può essere riscosso fino al compimento del primo anno di vita del neonato. Prorogato secondo l’ultima bozza della legge di Bilancio il bonus, erogato dall’Inps mensilmente “per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021”. L’importo varia da famiglia a famiglia ed è calcolato in base all’Isee.

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Assegno Natalità

Assegno Natalità

L’ultima bozza della Manovra 2021 riporta che, le famiglie che presto avranno un figlio possono considerarsi fortunate. Confermato il bonus natalità che “riconosce un assegno per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021”. Infatti, nella nuova legge di Bilancio verranno stanziati ben 340 milioni per l’anno 2021 e 400 milioni per il 2022, quindi 740 milioni per il prossimo biennio. Il testo specifica che in caso la spesa destinata all’assegno natalità sarà necessaria in un’altro ambito, l’importo concordato verrà ricalcolato in base all’Isee. Il Bonus,  introdotto già nel 2014,  è un assegno che possono ritirare mensilmente tutte le famiglie che hanno un neonato in casa. Vale anche per i bambini che saranno adottati. La somma può essere percepita finché il bambino compirà un anno di vita. L’Isee della famiglia calcolerà l‘importo ma in ogni caso va dagli 80 ai 160 euro al mese.

Assegno Natalità

L’assegno viene erogato dall’Inps

Le famiglie che stanno per avere un bambino possono tirare un sospiro di sollievo. Infatti, l’assegno natalità è stato confermato per l’anno prossimo. Lo si legge nella bozza della Manovra 2021. L’importo è calcolato in base all’Isee e può essere ritirato fino al compimento del primo anno di vita del neonato. L’assegno viene erogato dall’Inps. Si legge nella relazione illustrativa: “L’INPS provvede, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, al monitoraggio dei maggiori oneri derivanti dall’attuazione del presente comma, inviando relazioni mensili al Ministro per le pari opportunità e la famiglia, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze”. >> tutte le news di Urbanpost

 

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