Nuovi documenti compaiono sul dark web nel caso che coinvolge una nota banca europea. Secondo Fanpage.it, gli autori dell’attacco hanno aperto una sezione chiamata “Italian Files”, mostrando campioni del materiale che sostengono di avere sottratto in Italia.

I documenti pubblicati e le verifiche
La vicenda riguarda Revolut. Fanpage riferisce di aver esaminato documenti d’identità, comunicazioni istituzionali e altri materiali riconducibili ad amministrazioni italiane. Il gruppo rivendica 147 gigabyte di dati e oltre 85mila file: dimensioni che restano da confermare, mentre le prime verifiche della polizia avevano smentito la ricostruzione dei criminali.
Secondo la ricostruzione riportata dalla testata, gli hacker avrebbero compromesso una casella PEC della Prefettura di Reggio Calabria, utilizzandola per chiedere informazioni sui clienti con comunicazioni apparentemente ufficiali. Al momento del resoconto non risultavano disponibili pacchetti completi da scaricare né una scadenza per un riscatto relativo agli “Italian Files”.
La posizione della banca
È essenziale distinguere questa ricostruzione da una violazione diretta dell’infrastruttura bancaria. Nella replica pubblicata da Fanpage, Revolut ha dichiarato che sistemi, database, conti e fondi non sono stati compromessi e che l’operatività è rimasta regolare.
L’istituto ha spiegato di avere risposto a richieste provenienti da un indirizzo governativo autenticato, poi risultato compromesso. La banca ha indicato circa 680 clienti interessati, contattati individualmente, e ha comunicato di avere bloccato l’indirizzo e informato le autorità competenti. Ha inoltre negato di avere ricevuto contatti diretti o richieste di riscatto dai criminali.