
Le parole restano. Anche quando il tempo passa, anche quando il contesto cambia. E a volte tornano indietro come un boomerang, proprio nel momento peggiore.
In queste ore, mentre il mondo osserva l’attacco degli Stati Uniti al Venezuela e la cattura di Nicolás Maduro annunciata da Donald Trump, sui social sta tornando virale un vecchio video di Marco Travaglio, intervistato mesi fa da Breaking Italy. Un video che oggi suona come una profezia rovesciata.
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Le parole di Travaglio: “Con Trump meno guerre”
Nell’intervista, Travaglio si esprimeva in modo netto sulla politica estera americana e sul ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Il ragionamento era chiaro, quasi matematico, nelle sue parole:
«A noi europei conviene Trump. Sia chiaro: in America farà i danni che farà e se li meriteranno quelli che l’hanno votato. Ma noi europei, con un presidente isolazionista che non si impiccia in tutti i Paesi del mondo e non va a raddrizzare le gambe ai cani, avremo sicuramente meno guerre. Se ci fosse Trump, non ci sarebbe la guerra in Ucraina. Questo è matematico.»
Una posizione coerente con una certa lettura storica del trumpismo: meno interventismo, meno missioni all’estero, meno “poliziotto del mondo”. Un’America più chiusa in sé stessa, meno coinvolta nei conflitti globali.
Il video:
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Oggi lo scenario è ribaltato
Ma oggi, gennaio 2026, quella ricostruzione entra violentemente in crisi. Perché l’America di Trump ha appena colpito il Venezuela. E lo ha fatto con un’operazione militare diretta, culminata con la cattura di Nicolás Maduro e della sua famiglia.
Altro che isolazionismo. Altro che disimpegno globale.
L’attacco a Caracas segna uno spartiacque: gli Stati Uniti non solo tornano a intervenire militarmente in America Latina, ma lo fanno senza un mandato internazionale, senza un via libera Onu, senza una cornice multilaterale condivisa.
Il corto circuito politico
Ed è qui che il video di Travaglio diventa esplosivo. Perché mette in luce un corto circuito che oggi molti faticano ad ammettere: l’idea di Trump come garante automatico di “meno guerre” non regge alla prova dei fatti.
La realtà è più complessa. Trump non è un pacifista. Non lo è mai stato. È un presidente transazionale, che interviene quando vede un interesse diretto: petrolio, narcotraffico, influenza geopolitica, controllo delle rotte energetiche.
Il Venezuela, con le sue riserve petrolifere strategiche e la sua posizione chiave nel continente americano, rappresenta da anni un obiettivo sensibile per Washington. E oggi quel nodo è esploso.
Ucraina, Venezuela e il mito dell’isolazionismo
Il confronto con la guerra in Ucraina è inevitabile. È vero: Trump ha sempre mostrato freddezza verso il conflitto ucraino e insofferenza verso il sostegno militare a Kiev. Ma questo non significa assenza di guerre. Significa scelta dei fronti.
Meno Europa orientale, più America Latina. Meno Nato, più interventi diretti dove gli interessi statunitensi sono immediati. In questo senso, la guerra non scompare: cambia geografia.
Il silenzio imbarazzato e le domande aperte
Il ritorno virale delle parole di Travaglio sta creando un evidente imbarazzo nel dibattito pubblico. Non tanto per l’opinione in sé – legittima, discutibile, ma argomentata – quanto per la sicurezza con cui veniva presentata come una certezza assoluta.
“Questo è matematico”, diceva Travaglio.
Oggi, però, la matematica della geopolitica sembra aver cambiato segno.
La domanda che resta sospesa è semplice e scomoda: Trump garantisce davvero meno guerre o semplicemente guerre diverse, più selettive, più brutali, meno mediate?
Quando i video tornano a chiedere conto
In un’epoca in cui tutto viene registrato, tagliato, condiviso e ripescato, i video non invecchiano. Aspettano. E tornano fuori quando la realtà li smentisce.
Il filmato di Travaglio a Breaking Italy oggi non è solo un frammento di dibattito politico: è uno specchio. E costringe tutti – commentatori, analisti, opinionisti – a fare i conti con una verità scomoda.
Le previsioni, in politica internazionale, raramente sono matematiche. E spesso la storia ama smentire proprio le certezze più granitiche.
