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Autostrade, il PD apre alla revoca delle concessioni e Italia Viva si dissocia

Uno dei nodi che il governo giallo-rosso si è portato dietro dal 2019 anche nell’anno nuovo è quello della revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia. A riguardo il Partito Democratico, tramite la voce del ministro dei Trasporti dem Paola de Micheli ha fatto un passo avanti, andando incontro anche al Movimento 5 Stelle che continua a spingere perché questa avvenga. Non sono sulla stessa linea invece i renziani di Italia Viva, che considerano le norme contenute nel Milleproroghe “un blitz che mette a repentaglio crescita e sviluppo”.

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Autostrade, De Micheli: “Troppe evidenze su scarsa manutenzione”

Intervenuta a Radio24, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha anticipato le linee guida del dossier messo a punto dal suo dicastero, un rapporto che sarà dominante all’interno della discussione sull’eventuale revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia. Il ministro De Micheli, che durane il suo intervento ha sottolineato che il ruolo della politica è anche quello di proteggere i cittadini e contemporaneamente di evitare la perdita di molti posti di lavoro, ha fatto un chiaro riferimento ai dipendenti di Aspi, società del gruppo Atlantia controllata dalla famiglia Benetton. “Troppe evidenze su scarsa manutenzioneIl governo dovrà valutare oltre che le risultanze delle verifiche fatte, l’impatto finanziario e soprattutto l’impatto occupazionale di qualunque decisione. Si dovrà comunque far carico della soluzione di entrambi i problemi perché stiamo parlando di una situazione molto articolata e complessa”, ha commentato a Radio24. La posizione del Ministro è chiara: “Ci sono due categorie di persone che non devono e non possono pagare le conseguenze di quanto accaduto negli ultimi decenni: la prima, i lavoratori e le lavoratrici; la seconda, gli utenti, i cittadini, le persone che viaggiano sulle autostrade“, ha detto durante l’intervento. Successivamente, il ministro dem ha parlato anche dei tempi di diffusione del documento: “Il dossier, prima di renderlo pubblico, credo sia corretto farlo vedere al presidente del Consiglio e ai miei colleghi ministri. È ovvio però, è evidente a tutti- ha continuato il ministro De Micheli- che qualcosa in questi anni è successo, o meglio temo che qualcosa non sia successo: abbiamo troppe evidenze, ahimè concrete, di situazioni di mancata manutenzione, di ritardi o di manutenzioni fatte secondo criteri che non sono oggettivi. Le conseguenze le decidiamo insieme” ai colleghi di governo, “perché è una responsabilità collettiva“.

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Autostrade, M5S: “Con revoca concessioni ci saranno anche pedaggi più bassi”

Contemporaneamente il Movimento 5 Stelle punta alla revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, promettendo anche una riduzione del costo dei pedaggi ai caselli in caso di addio ad Atlantia. Questo mentre il Sole 24 Ore avanza un’ipotesi che, se confermata, farà parecchio discutere: nell’eventualità di subentro ad Autostrade per l’Italia, Anas sembra essere già pronta a chiedere uno scudo penale in caso di altri incidenti alle infrastrutture. Ma questo sembra non interessare il Movimento 5 Stelle che, nel frattempo, continua insistere sulla revoca e lo conferma anche quanto dichiarato da alcune fonti interne all’AdnKronos: “Crediamo che sulla tragedia del Ponte Morandi si sia detto molto e troppo, ma ora bisogna dare una risposta. Sono morte 43 persone e non si può far finta di nulla- hanno detto- la politica non può chiudere gli occhi di fronte al dolore di quelle famiglie, di fronte alle perizie e alle indagini che hanno svelato uno scenario inquietante. Non può continuare a parlare e poi di fronte ai fatti mostrarsi titubante, altrimenti perde giustamente di credibilità”. Per le stesse fonti M5S, inoltre, “parallelamente alla revoca bisogna rivedere tutto il sistema degli affidamenti statali, con cui in passato alcuni colossi hanno tratto profitti spropositati, il che porterà ad avere anche pedaggi più bassi per gli italiani”.

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Italia Viva contro la revoca delle concessioni: “Un blitz che mette a repentaglio crescita e sviluppo”

Tutto questo non trova però l’appoggio dei renziani, contrari alla revoca delle concessioni di Autostrade. Gianfranco Librandi ha commentato la cosa dicendo: “Dal governo blitz che mette a repentaglio crescita e sviluppo”, parole dure che vanno contro anche alla proposta dei pedaggi più bassi. “Dopo mille ripensamenti è proprio nel Milleproroghe che Di Maio vuole dare il via alla revoca delle concessioni di Autostrade. Esattamente come l’ex Ilva siamo di fronte ad una politica che lancia il sasso e nasconde la mano”, ha detto il deputato Librandi, secondo cui “se saltano le concessioni il primo effetto collaterale sarà proprio quello della perdita di tanti posti di lavoro”. E successivamente sono seguiti attacchi alla maggioranza di governo (di cui fa peraltro parte Italia Viva): “La vicenda del ponte Morandi è proprio in questo modo che viene strumentalizzata; eliminata la prescrizione i 5 stelle non hanno lo stesso fiducia nella giustizia?- ha continuato Librandi– Il Milleproroghe è la soluzione per un problema che i cittadini non hanno chiesto di risolvere e per convincerli adesso promettono anche pedaggi più bassi dopo la revoca. Ovviamente non sarà così e un blitz come questo mette a repentaglio la crescita e lo sviluppo del Paese“.

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Autostrade, Anas pretenderebbe uno scudo penale

L’Anas vuole lo scudo penale per subentrare ad Atlantia”, si legge nell’edizione di oggi del Sole 24 Ore. L’indiscrezione pare rivelare una delle condizioni richieste da Anas per subentrare ad Aspi: uno scudo penale per mettersi al sicuro da eventuali responsabilità in caso di nuovi incidenti alle infrastrutture della rete autostradale. Lo scudo, a leggere la ricostruzione del giornale economico, è uno dei tre nodi da sciogliere in vista del possibile subentro. Tra le altre questioni che potrebbero bloccare il subentro di Anas c’è la mancanza di pagamento, da parte del Gruppo Toto, della concessione per l’autostrada dei parchi dove per i periodi 2015/2016 e 2017/2018 i pagamenti sono stati rimandati per legge alla fine della concessione (2030) a causa dei problemi del territorio a seguito del terremoto. Questione che si è ripresentata anche per il 2019, per questo Anas vuole capire chi sanerà i mancati incassi. Terzo nodo, ma non per importanza, è capire come sostenere l’equilibrio finanziario nella gestione delle autostrade liguri, considerata la sospensione momentanea del pedaggio. La questione dello scudo, ovviamente, ha già suscitato le prime reazioni politiche: “Bizzarro cortocircuito: il governo delle manette per tutti sta per varare per Anas uno scudo penale sul modello dell’ex Ilva- ha commentato Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Fi- Una clausola che escluda responsabilità imputabili ai dirigenti in caso di incidenti riconducibili a inadempienze degli attuali gestori. Lo Stato, insomma, che chiede lo scudo penale allo Stato. Manette per gli altri, immunità per sé stessi”.

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