Svolta nelle indagini sulla banda della minicar che il 4 e il 5 ottobre ha seminato paura a Monteverde e Testaccio, a Roma. I carabinieri hanno individuato e denunciato due minorenni di 16 e 17 anni, ritenuti responsabili delle aggressioni a passanti che camminavano a piedi, in bici o in monopattino. Secondo quanto riferito, i due avrebbero ammesso le proprie responsabilità davanti ai pubblici ministeri.

La minicar sequestrata a Testaccio
Nella serata di martedì 13 ottobre i carabinieri della compagnia di Roma San Pietro e gli agenti della polizia locale di Roma Capitale, coordinati dalla Procura, hanno rintracciato e sequestrato una minicar nera, trovata parcheggiata nel quartiere Testaccio, tra via Ginori e via Volta. Il veicolo, riferiscono le cronache, corrisponde per caratteristiche a quello descritto dai testimoni e ripreso dalle telecamere.
I due ragazzi: 16 e 17 anni
I due giovani, di 16 e 17 anni, vivono nella zona. Sono stati individuati anche grazie all’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza del quartiere. Convocati e sentiti dal pubblico ministero, avrebbero ammesso le loro responsabilità. Sono stati denunciati. Trattandosi di minorenni, non sono state diffuse le generalità.
Le aggressioni del 4 e 5 ottobre
Nei raid sono rimaste ferite sei o sette persone, a seconda delle ricostruzioni, aggredite mentre camminavano a piedi, in bici o in monopattino tra Monteverde e Testaccio. L’episodio più grave è quello dell’attore Davide Iacopini, 42 anni, colpito da un calcio dalla minicar il 5 ottobre. Per quell’aggressione la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per tentato omicidio.
Le condizioni di Iacopini
L’attore resta ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo, in gravi condizioni, con prognosi riservata, dopo due interventi chirurgici.
Cosa resta da chiarire
Le indagini proseguono per ricostruire il ruolo di ciascuno nei diversi episodi e la dinamica dei raid. Gli investigatori verificano anche la denuncia di furto di una minicar dello stesso tipo, presentata il 9 ottobre: al momento non risultano conferme di un collegamento. Per tutte le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Fonte: Repubblica Roma, Sky TG24, Fanpage.it, Il Messaggero, Leggo.it, Il Giornale Popolare