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Autotrasporto, ultimatum al governo: senza un incontro urgente Unatras e Conftrasporto pronti a un fermo nazionale. Intanto proteste spontanee al Sud e sciopero in Sicilia dal 16 al 20 ottobre

15/10/2026 17:00

Sale la tensione nel mondo dell’autotrasporto per il caro gasolio. Il 15 ottobre Unatras, che riunisce le associazioni dell’autotrasporto merci, ha lanciato un ultimatum al governo: senza una convocazione urgente delle rappresentanze di categoria, il coordinamento si dice pronto a riunire i propri organismi per proclamare il fermo nazionale. Il fermo, per ora, non è stato proclamato. Altre notizie nella sezione carburanti.

Una fila di camion fermi sul ciglio di una strada durante le proteste degli autotrasportatori contro il caro gasolio, mentre Unatras minaccia il fermo nazionale

L’ultimatum di Unatras

Unatras sostiene che la situazione abbia “ormai superato il livello di guardia” e annuncia che “non assisterà inerme al fallimento delle proprie aziende”. Se il governo non convocherà con la massima urgenza un incontro, avverte, “si assume la responsabilità di consegnare il settore alla paralisi totale”. Intanto la categoria organizzerà iniziative e manifestazioni in tutto il territorio nazionale. Alla base della protesta, secondo l’associazione, ci sono l’impennata dei costi di gestione, a partire dal gasolio, e la carenza di tutele in un mercato sempre meno regolato.

Conftrasporto: “Si bloccherà il paese”

Anche il presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo, ha lanciato un avvertimento in dichiarazioni all’Ansa: “Chiediamo al governo una urgente convocazione ad horas delle associazioni d’autotrasporto, altrimenti dovremo ricorrere alla valutazione di un fermo nazionale e si bloccherà il paese”. Russo chiede al governo di rendere disponibili le risorse stanziate per il caro carburante e non ancora arrivate, e di mantenere l’impegno a prevedere nuovi stanziamenti se i prezzi dovessero continuare a salire.

Proteste spontanee, non proclamate dalle associazioni

Russo sottolinea che le proteste in corso sono “spontanee, non governate e non proclamate dalle associazioni di categoria”, il che rende il quadro “ancora più inquietante”, perché si starebbe muovendo nell’ambito della disperazione degli imprenditori. Secondo l’Ansa, altri trasportatori del Mezzogiorno si stanno organizzando per fare blocchi stradali. Sono segnalati presidi a Brindisi e sulla Statale 17 a Lucera, mentre in Puglia si registrano tensioni e blocchi autonomi.

Calabria e Sicilia: fermo dal 16 al 20 ottobre

In Calabria e in Sicilia sono annunciate altre iniziative. In Sicilia il Comitato degli autotrasportatori siciliani ha proclamato uno sciopero contro il caro carburanti da venerdì 16 al 20 ottobre, con il coordinatore Salvatore Bella che avverte: “Solo 48 ore di autonomia, poi l’Isola resterà senza rifornimenti”. Il comitato punta il dito contro il governo nazionale, che a maggio avrebbe promesso il pagamento dei contributi arretrati del 2024 e 2025 entro luglio, e cita il rincaro di 700 euro per il biglietto delle navi, tra costi petroliferi e tassa Ue sulle emissioni.

Il quadro delle richieste

Trasportounito segnala remunerazioni dimezzate al Sud e individua nel rincaro del gasolio e nelle differenze di trattamento tra imprese le cause principali della crisi. Assotir, in una lettera, denuncia intimidazioni contro gli autisti che non aderiscono alle proteste.

Cosa non è ancora deciso

Nessuna data per un fermo nazionale è stata annunciata e non risultano, nelle fonti consultate, risposte del governo. La proclamazione dipenderà da un eventuale incontro con l’esecutivo.

Fonte: Repubblica, Ansa, Soldionline, Trasporto Europa, Telenord, LaC News24, Seguonews

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