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Bollo auto, l’esenzione è automatica o va richiesta? Cosa prevede il decreto

02/10/2026 09:29

Basta possedere un’auto con i requisiti giusti per smettere di pagare il bollo, oppure serve una richiesta agli uffici? Dipende dal tipo di esenzione: il sistema italiano comprende benefici riconosciuti automaticamente attraverso gli archivi e agevolazioni che richiedono invece una pratica. A rendere il quadro più articolato è la nuova esenzione temporanea per il 2027, per la quale il decreto legge non prescrive una domanda nazionale.

Bollo auto 2027, l'esenzione per le vetture fino a 80 kW scatta automaticamente o va richiesta?

Cosa prevede il decreto legge 162 del 2026

Il riferimento della novità è il decreto legge 162 del 2026, che introduce un beneficio riferito a un solo veicolo per persona fisica, con condizioni specifiche per automobili e due ruote. Il testo stabilisce chi ha diritto all’esenzione, ma non descrive un procedimento nazionale per richiederla: mancano un modulo unico, un portale dedicato e un termine entro cui presentare un’istanza. Le istruzioni dell’ente competente serviranno a chiarire come il beneficio verrà registrato, soprattutto quando lo stesso contribuente risulta obbligato al pagamento per più mezzi.

Le prime indicazioni regionali: nessuna domanda

Una risposta operativa arriva dalla Regione Toscana, che chiarisce come l’articolo 2 del decreto non preveda la presentazione di una domanda: gli automobilisti non devono quindi inviare istanze o documentazione agli uffici regionali per ottenere il beneficio. In Lombardia, le prime istruzioni prevedono che l’esenzione per il 2027 venga applicata automaticamente, salvo diverse modalità stabilite durante la conversione del decreto. La Regione raccomanda inoltre a chi utilizza la domiciliazione bancaria di mantenere il mandato attivo, considerato il carattere temporaneo della misura: se il beneficio diventasse strutturale, l’eventuale annullamento sarebbe gestito direttamente dal sistema.

Auto fino a 80 kW: i requisiti

Per le autovetture, il decreto riguarda le persone fisiche soggette al tributo per mezzi alimentati a benzina o gasolio, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione, con potenza non superiore a 80 kW, comprese le vetture esattamente a 80 kW. Superare questa soglia esclude dal beneficio.

Come si sceglie il veicolo esente in caso di più auto

Quando allo stesso contribuente fanno capo più auto agevolabili, la scelta del mezzo segue criteri fissati dalla legge: tra due vetture, ad esempio da 60 e 75 kW, entrambe con i requisiti, il beneficio riguarda quella da 60 kW. A parità di potenza viene considerata l’auto per cui sarebbe dovuta la tassa meno elevata. L’uso quotidiano, il valore commerciale o la preferenza del proprietario non modificano questo ordine.

Dove verificare la potenza

Per verificare la potenza, il primo riferimento è la voce P.2 del Documento Unico o della carta di circolazione. Sulle vetture ibride, la potenza complessiva pubblicizzata dal costruttore può differire dal dato utilizzato per il bollo, che considera il solo motore termico. Anche l’alimentazione deve corrispondere a quella omologata: le bifuel possono rientrare nella norma, mentre le elettriche pure seguono proprie agevolazioni specifiche.

Leasing, noleggio e società

Il contribuente obbligato al pagamento può essere diverso dalla persona che utilizza l’auto. Il beneficio può interessare anche leasing e noleggio a lungo termine quando la persona fisica risulta soggetto passivo secondo la normativa vigente, mentre per le società manca il requisito soggettivo richiesto.

Esenzione per moto e ciclomotori

Anche per le due ruote, l’esenzione del 2027 resta collegata a una gerarchia. Motocicli e ciclomotori a benzina, anche con un’altra fonte di propulsione, possono beneficiare della misura, a condizione che il contribuente non risulti già soggetto al bollo per un’autovettura fino a 80 kW. Tra più motocicli agevolabili viene individuato quello meno potente; a parità di kW conta la tassa meno elevata. Per più ciclomotori il criterio è la data di prima immatricolazione più remota. Il limite di un solo mezzo impedisce di sommare esenzioni tra auto, moto e scooter.

Auto elettriche, ibride, GPL e metano

Per le auto elettriche, il quadro nazionale di base prevede cinque anni di esenzione dalla prima immatricolazione; terminato il periodo, la tassa è pari a un quarto di quella di un veicolo a benzina corrispondente. Esistono disposizioni territoriali più favorevoli, come l’esenzione senza limiti temporali in Lombardia. L’acquisto di un’elettrica usata non fa ripartire il quinquennio. Per le ibride non esiste una disciplina unica valida ovunque: le agevolazioni regionali possono dipendere dall’anno di immatricolazione e dalla tecnologia. In Campania, ad esempio, l’esenzione riguarda determinate ibride immatricolate tra il 2014 e il 2024. Per i veicoli a GPL o metano, la regola generale prevede una riduzione della tassa, non un’esenzione completa.

L’esenzione per disabilità: qui serve la domanda

Accanto alla nuova misura restano le esenzioni già previste per la mobilità delle persone con disabilità. In questo caso la prima domanda ha la funzione di consentire all’amministrazione di accertare i requisiti e associare il beneficio alla targa prescelta. Le condizioni comprendono specifiche disabilità motorie, psichiche o mentali, cecità e sordità, con adattamento del veicolo o indennità di accompagnamento nei casi previsti. I limiti sono 2.000 centimetri cubici per benzina e ibride a benzina, 2.800 per diesel e ibride diesel, 150 kW per le elettriche. Il beneficio riguarda un solo veicolo, intestato alla persona con disabilità o al familiare del quale sia fiscalmente a carico.

Come e dove inviare la domanda

Il canale di presentazione cambia da regione a regione. In Piemonte, le richieste e i trasferimenti dell’esenzione per disabilità passano dal servizio telematico di Tassa Auto Piemonte, con assistenza degli intermediari autorizzati o degli Urp. In Veneto, invece, l’invio avviene tramite il Portale Bollo Auto.

Rinnovo e cambio veicolo

Una volta accolta, la domanda per l’esenzione da disabilità non va ripetuta ogni anno, a condizione che permangano i requisiti: resta valida anche per le annualità successive, con l’obbligo di comunicare l’eventuale venir meno delle condizioni. Fa eccezione il caso dei verbali sanitari soggetti a revisione, per i quali alla scadenza è richiesta una nuova domanda con il verbale aggiornato. Il cambio auto comporta invece un passaggio diverso dal semplice rinnovo: servono una nuova domanda per il veicolo sostitutivo e la richiesta di cessazione del beneficio su quello precedente. Anche un trasferimento di residenza richiede una verifica con gli uffici competenti, trattandosi di un tributo di natura regionale.

Fonte: Virgilio Motori, articolo di Fabio Lepre

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