Il bollo auto si prepara a cambiare volto. Il governo ha approvato lo scorso 5 agosto la miniriforma della tassa automobilistica, inserita nel decreto legislativo dedicato ai tributi regionali e locali e al federalismo fiscale regionale.

Nessun aumento degli importi
Il provvedimento, va chiarito subito, non introduce un nuovo sistema di calcolo e non comporta automaticamente un aumento o una riduzione dell’importo dovuto dagli automobilisti. La tassa continuerà a essere calcolata sulla base della potenza del veicolo, della classe ambientale e delle tariffe stabilite dalla normativa, alle quali le Regioni potranno applicare le maggiorazioni consentite. Resta inoltre in vigore il meccanismo del cosiddetto superbollo per le vetture più potenti.
Cosa cambia davvero: pagamento unico e scadenze personalizzate
Le novità riguardano principalmente le modalità di pagamento e la gestione del primo bollo. Per i veicoli di nuova immatricolazione, il pagamento dovrà avvenire in un’unica soluzione annuale, con l’addio alla possibilità di dilazionare l’importo in rate mensili o semestrali, pratica finora ammessa in alcune aree del Paese.
Cambia anche il criterio delle scadenze: ogni auto immatricolata dopo l’entrata in vigore della riforma avrà una scadenza “personalizzata”, collegata al mese di prima immatricolazione, in sostituzione delle tradizionali scadenze fisse di aprile, agosto o dicembre finora utilizzate in molte Regioni.
Leggi anche: Partiti, quanto spendono in affitto: dal più ricco al più povero
Un esempio pratico
Per fare un esempio concreto: se un veicolo verrà immatricolato a febbraio, il primo pagamento dovrà essere effettuato entro la fine di marzo, e da quel momento la scadenza resterà collegata a quel periodo anche negli anni successivi, con l’obiettivo dichiarato di rendere il sistema più lineare e meno frammentato rispetto a oggi.
Le auto già in circolazione non sono coinvolte
Le nuove regole si applicheranno esclusivamente ai veicoli di nuova immatricolazione. Per le auto già circolanti, invece, continueranno a valere le regole attualmente in vigore, salvo eventuali decisioni diverse adottate dalle singole Regioni, competenti in materia di agevolazioni e aliquote.
Più autonomia alle Regioni
La riforma conferma e rafforza il ruolo delle Regioni nella gestione della tassa: resta un tributo regionale, e ogni amministrazione potrà continuare a decidere in autonomia alcuni aspetti, tra cui l’eventuale possibilità di consentire pagamenti dilazionati in tre rate quadrimestrali per specifiche categorie di veicoli.
Quando entreranno in vigore le nuove regole
Il testo dovrà ora essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e per questo alcuni dettagli tecnici potrebbero ancora essere oggetto di verifica nella versione definitiva. Le nuove disposizioni, per la parte principale, dovrebbero diventare operative dal 1° gennaio 2028, mentre alcune novità specifiche riguarderanno già il 2027.
L’obiettivo della riforma
Nel complesso, la miniriforma punta a uniformare e semplificare le regole sul bollo auto, superando alcune differenze territoriali oggi esistenti e rendendo più chiaro il rapporto tra data di immatricolazione, periodo tributario e scadenza di pagamento, senza però intervenire sugli importi dovuti dagli automobilisti né sulle principali esenzioni già previste dalla normativa vigente.
Fonte: Il Gazzettino, articolo di Marta Giusti