Dopo il price cap di Eni, entrato in vigore oggi, lunedì 28 settembre, il tetto ai prezzi dei carburanti non è più solo una scelta di un singolo gruppo: anche Ip-Socar ha annunciato una misura analoga. Ma quali distributori applicano davvero il limite, e quali no? Ecco l’elenco aggiornato. Va precisato che non si tratta di uno sconto fisso alla pompa, ma di un prezzo massimo: il singolo distributore può praticare anche un prezzo più basso.

Eni ed Enilive: tetto già operativo
È l’unica rete in cui il meccanismo è già definito e attivo. Da oggi, nelle stazioni Eni ed Enilive, la benzina non può superare 1,99 euro al litro e il gasolio 2,19 euro al litro, sia al self sia al servito, autostrade comprese. Il taglio è di circa 17 centesimi al litro rispetto ai livelli medi. La misura dura 30 giorni, con possibile proroga fino a fine anno, e riguarda una rete di circa 4mila impianti. Secondo il Corriere della Sera, riportato da News Prima, il provvedimento costerà a Eni circa 100 milioni di euro al mese.
Ip-Socar: tetto progressivo, cifra non ancora comunicata
Il gruppo azero Socar, che dall’8 maggio controlla Italiana Petroli, ha annunciato un limite ai prezzi sulla rete a marchio Ip, con oltre 4.500 stazioni in Italia, circa 2.000 delle quali di proprietà diretta. Il meccanismo sarà applicato “progressivamente”, coinvolgendo gestori e partner della rete, e non parte in modo simultaneo in tutta Italia. A differenza di Eni, Socar non ha ancora indicato un prezzo massimo: i valori di 1,99 e 2,19 euro valgono solo per i punti vendita Enilive. Per chi si ferma in una stazione Ip, quindi, sarà necessario verificare i prezzi man mano che la misura entrerà a regime.
Esso: estensione allo studio
Italiana Petroli ha fatto sapere che valuterà come estendere il meccanismo anche alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori che acquistano carburante da Ip e lo distribuiscono con i propri marchi. Non significa però che da oggi tutti i distributori Esso applichino lo stesso tetto: l’estensione è ancora da definire nelle modalità operative.
Q8 e Tamoil: nessun tetto annunciato
Al momento non risulta annunciato da Q8 o Tamoil un price cap nazionale paragonabile a quello di Eni. Secondo alcune ricostruzioni, Esso e Q8 starebbero valutando misure simili, ma non ci sono conferme ufficiali. Le due compagnie erano tra quelle presenti al tavolo con il governo sul caro carburanti.
Pompe bianche e altri operatori
Le cosiddette “pompe bianche” e gli altri operatori non legati a queste reti continuano a determinare autonomamente i propri prezzi.
Il nodo dei distributori convenzionati Eni
Sul trattamento dei distributori con insegna Eni ma non di proprietà, i cosiddetti convenzionati, le ricostruzioni non coincidono: secondo alcune fonti anche loro devono attenersi ai massimali di prezzo, secondo altre avrebbero solo un prezzo consigliato, con il tetto valido per gli impianti di proprietà Enilive, circa il 75% della rete. Per questo conviene controllare il prezzo esposto al momento del rifornimento.
Le reazioni: governo e categorie
La premier Giorgia Meloni ha definito la mossa di Socar “un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane”. Il vicepremier Antonio Tajani ha riferito di aver chiesto direttamente al presidente di Socar, Rovshan Najaf, di muoversi nella stessa direzione di Eni. Dure le reazioni delle associazioni di categoria, che parlano di rischi per la concorrenza.
Come verificare i prezzi
Per controllare i prezzi effettivamente praticati dai singoli distributori si può consultare l’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che pubblica anche le medie nazionali giornaliere. Con il tetto Eni, si legge, la differenza rispetto alla rete ordinaria è di circa 18 centesimi per la benzina, e ancora maggiore in autostrada.
Fonte: Euronews, Il Gazzettino, Today.it, Virgilio Motori, News Prima, Il Gallo, Motorionline