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Carburanti, da oggi finisce lo sconto sulle accise del gasolio: cosa cambia e quanto costerà il pieno

05/10/2026 08:33

Cambia da oggi, lunedì 5 ottobre, il quadro dei carburanti. Scade infatti lo sconto sulle accise del gasolio da 6,1 centesimi di euro al litro, taglio fiscale che lascia il posto al meccanismo delle accise mobili e che, secondo il Codacons, potrebbe portare a rialzi dei listini del diesel già da martedì 6 ottobre.

Un distributore di carburante: dal 5 ottobre scade lo sconto sulle accise del gasolio e arrivano le accise mobili

Cosa finisce e cosa arriva

A concludersi è il taglio fiscale sul gasolio da 6,1 centesimi al litro. Al suo posto entra in gioco il sistema delle accise mobili, pensato per modulare il peso della tassazione in relazione all’andamento dei prezzi energetici: una parte del maggior gettito può essere utilizzata per ridurre temporaneamente le accise, alleggerendo così il prezzo finale pagato dagli automobilisti.

I prezzi sono scesi nell’ultima settimana

Secondo lo studio del Codacons, grazie a sconti e price cap introdotti dai marchi petroliferi i prezzi sono calati in tutta Italia. Sulla rete ordinaria il prezzo medio della benzina è diminuito in sette giorni di 11 centesimi al litro, con un risparmio di circa 5,5 euro per un pieno da 50 litri. Per il gasolio il calo è stato di 13,3 centesimi, pari a 6,65 euro a pieno. Sulle autostrade la flessione è stata più marcata: 19 centesimi per la benzina e 19,1 centesimi per il gasolio.

I prezzi medi di oggi

Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit, il 4 ottobre il prezzo medio in modalità self sulla rete stradale nazionale era di 2,049 euro al litro per la benzina e di 2,244 euro per il gasolio. Sulle autostrade i listini salgono rispettivamente a 2,064 e 2,268 euro al litro.

Dove potrebbero arrivare i rincari

Gli aumenti potrebbero farsi sentire soprattutto nelle stazioni di servizio indipendenti, o dove i gestori applicano prezzi liberi non vincolati da tetti.

I price cap delle compagnie restano in vigore

La scadenza riguarda lo sconto fiscale sul diesel e non i tetti ai prezzi introdotti dalle compagnie: il price cap di Eni è partito il 28 settembre per 30 giorni, quello di Q8 dal 1° ottobre per 30 giorni, mentre le misure di Tamoil sono in vigore fino al 31 ottobre.

Prezzi ancora alti rispetto a prima della guerra

Rispetto al periodo precedente allo scoppio del conflitto in Iran, il gasolio costa ancora 52,1 centesimi in più al litro, con un aggravio di oltre 26 euro per un singolo rifornimento.

La richiesta del Codacons

Il Codacons chiede alle compagnie petrolifere di prorogare sconti e price cap almeno fino a fine anno, considerato che le quotazioni petrolifere restano su livelli elevatissimi e che il conflitto in Medio Oriente non sembra destinato a risolversi a breve.

Il conto per gli automobilisti

Secondo Adusbef, nel periodo da marzo ad agosto 2026 gli automobilisti italiani hanno speso circa 30 miliardi di euro in rifornimenti, con un aggravio di circa 4,7 miliardi in sei mesi rispetto all’analogo periodo del 2025, anche per effetto della diversa composizione delle accise dopo il riordino scattato a gennaio.

Fonte: Ansa, Leggo.it, Gazzetta del Sud, Torino Oggi, Today.it, con dati Codacons, Adusbef e Mimit

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