È partita a mezzanotte anche in Campania la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti. Venerdì 16 ottobre i tir hanno bloccato il casello di Nola, sull’autostrada A30 Caserta-Salerno, e le autocisterne hanno versato latte sull’asfalto con le pompe. Blocchi anche ai caselli di Caianello, sulla A1, e di Caserta Sud. Altre notizie nella sezione carburanti.

Il blocco a Nola e il latte sull’A30
Secondo Fanpage, il casello di Nola è stato bloccato dai mezzi pesanti e le autocisterne hanno gettato latte sulla A30, con le pompe. I manifestanti hanno comunque lasciato una corsia libera per consentire il passaggio delle auto.
Code e disagi
Le agitazioni hanno provocato lunghe code di auto, con disagi anche per raggiungere l’asse mediano: file lunghe sull’A30, sia all’ingresso sia all’uscita dello svincolo, all’altezza del chilometro 18,9. Disagi segnalati anche a Villa Literno e sulla A1 Milano-Napoli, all’altezza di Caianello. Altri blocchi si registrano al casello di Caserta Sud. Secondo le cronache, la protesta si allarga di ora in ora.
La richiesta alla Regione
I camionisti chiedono un intervento in primo luogo della Regione Campania, alla quale è già stata inviata una lettera per chiedere un incontro. Non risultano, nelle informazioni disponibili, risposte della Regione.
I sindacati: “Prevenire l’esplosione delle tensioni”
Sul caro carburanti sono intervenuti Angelo Lustro, segretario generale di Filt Cgil Campania, e Pierino Ferraiuolo, segretario generale di Uiltrasporti Campania, che avevano scritto al presidente della Regione, Roberto Fico, e al vicepresidente e assessore ai Trasporti, Mario Casillo. “Il caro carburanti sta mettendo in difficoltà interi settori dell’economia”, sostengono, aggiungendo che non è escluso che altre categorie si uniscano alla mobilitazione.
Il rischio per i consumatori
I due sindacalisti avvertono che il rischio concreto è che a pagare il conto siano ancora una volta i cittadini, “attraverso ulteriori aumenti dei prezzi al consumo e possibili difficoltà nell’approvvigionamento di alcuni beni di prima necessità”. Dicono di sperare che questo scenario non si verifichi e rivendicano l’iniziativa di costruire un fronte comune tra istituzioni, imprese e rappresentanze del lavoro per sostenere autotrasportatori, agricoltori e le altre categorie colpite.
Il quadro nazionale
La protesta in Campania si inserisce in una mobilitazione più ampia del settore, con presìdi segnalati anche in Calabria e in Puglia e l’ultimatum al governo lanciato nei giorni scorsi da Unatras e Conftrasporto, che minacciano un fermo nazionale se non verranno convocati. Il fermo nazionale, per ora, non è stato proclamato.
Fonte: Fanpage.it, articolo di Pierluigi Frattasi