Non si sono ancora spenti gli echi della notte del 30 luglio, quando decine di migliaia di persone hanno raggiunto a nuoto Ceuta aggirando la diga frangiflutti di Tarajal, che sui social è già comparso un nuovo appello, con tanto di data precisa: Ferragosto, 15 agosto 2026.

La rete social dietro il nuovo appello
Secondo quanto ricostruito da Alessandro Muglia per il Corriere della Sera, a monitorare questo nuovo tam tam digitale è Maldita, fondazione spagnola di fact-checking, che negli ultimi giorni si è infiltrata in gruppi WhatsApp, pagine Facebook e oltre 50 account Instagram dove si starebbe organizzando un nuovo tentativo di attraversamento della frontiera.
Se Facebook funzionerebbe come una sorta di vetrina capace di riunire e mobilitare le persone, secondo la ricostruzione WhatsApp agirebbe invece come vero e proprio centro operativo, con tanto di istruzioni logistiche dettagliate, comprese indicazioni su come entrare a Ceuta da un punto diverso rispetto al frangiflutti di Tarajal già utilizzato nel precedente tentativo.
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L’invito a portare cibo e acqua
Tra i suggerimenti condivisi nei vari gruppi, spiccherebbe la raccomandazione di portare con sé scorte di cibo e acqua. Non a caso, secondo la ricostruzione, molti dei migranti entrati a Ceuta durante il precedente tentativo avrebbero scelto di tornare indietro volontariamente nei giorni successivi proprio a causa della fame e della sete patite nell’enclave.
Il gruppo “Haraga Ceuta & Melilla”
Particolare fermento si registrerebbe attorno al gruppo “Haraga Ceuta & Melilla”. Il termine “haraga”, che indica letteralmente “quelli che bruciano”, farebbe riferimento a chi lascia il proprio Paese senza visto né permesso di lavoro, richiamando l’espressione “hrig”, utilizzata in dialetto darija per indicare l’atto di “bruciare i documenti” prima di partire clandestinamente verso l’Europa.
La disinformazione che circola nei gruppi
Secondo Carlos Hernández-Echevarría, direttore di Maldita, in questi gruppi circolerebbero anche numerose informazioni false, tra cui la voce secondo cui la Commissione europea sarebbe pronta a concedere asilo a chiunque, o l’affermazione secondo cui non verrebbero respinte le persone in grado di leggere e scrivere. Affermazioni prive di fondamento che, secondo l’esperto, molti potenziali partecipanti non sarebbero comunque in grado di verificare autonomamente.
Il sospetto di flussi migratori pilotati
A distanza di pochi giorni da quello che viene descritto come il più consistente ingresso irregolare in territorio spagnolo degli ultimi cinquant’anni, cresce il sospetto che dietro questi nuovi appelli vi sia una regia organizzata, anche se al momento non sarebbe ancora chiaro chi ci sia realmente dietro questa mobilitazione digitale.
Cosa succede ora
Resta da vedere quale seguito concreto potrà avere questo nuovo appello, soprattutto alla luce delle difficoltà già vissute da migliaia di migranti nel precedente tentativo. Le autorità spagnole e marocchine, nel frattempo, continuano a monitorare la situazione in vista della data indicata sui social per il prossimo tentativo di attraversamento del confine.
Fonte: Dagospia, estratto dell’articolo di Alessandro Muglia per il Corriere della Sera