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Confindustria, Bonomi nuovo presidente: «Non c’è più tempo, riaprire le aziende»

Bonomi nuovo presidente Confindustria. Il consiglio generale degli industriali ha designato ieri Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, ai vertici di viale
dell’Astronomia. Il 31esimo presidente, eletto con oltre il 67% di consensi, nel suo discorso da presidente (la nomina sarà ufficializzata il prossimo 20 maggio) ha affrontato come naturale il tema della grave crisi in cui versano le imprese a seguito dell’epidemia da Covid-19 in Italia. Le imprese italiane messe a dura prova dal coronavirus sono oggetto di una nuova indagine pubblicata proprio oggi da Confindustria (qui il link al documento completo)

>> Coronavirus: 200 miliardi per salvare le imprese italiane, il piano del ministro Gualtieri

Bonomi nuovo presidente Confindustria

Bonomi nuovo presidente Confindustria: “Non è tempo di gioire”, poi attacca i sindacati

“La gioia personale per questo risultato – ha detto Bonomi in apertura del suo intervento – scema velocemente perché non posso non tenere conto della
situazione particolare che tutti gli imprenditori stanno vivendo oggi in Italia. Non è tempo di gioire”, esordisce prima di assestare un fendente alla politica, al governo e anche ai sindacati rei, questi ultimi, di aver rimesso in pista, in tempi di lockdown, quella logica anti-industriale contro cui gli imprenditori lottano da sempre.

“Continueremo a portare la posizione di Confindustria su tutti i tavoli necessari rispetto ad una classe politica che mi sembra, in questo momento, molto smarrita e non ha idea della strada che deve percorrere questo paese”, è la rassicurazione che Bonomi invia alla base di viale dell’Astronomia. E ribadisce la posizione dura sulla
riapertura anticipata delle aziende. “Non si può andare avanti ad usare anacronistici codici Ateco che non rappresentano la manifattura di oggi e quella del futuro. La politica ci ha esposto ad un pregiudizio fortemente anti-industriale che sta ritornando in maniera molto importante in questo Paese. Non pensavo più di sentire l’ingiuria verso le imprese che sarebbero indifferenti alla vita dei propri collaboratori. Sentire certe affermazioni da parte del sindacato mi ha colpito profondamente e quindi credo che noi dobbiamo rispondere a questo con assoluta fermezza”, ha detto.

“Metodo prima delle date, ma riaprire subito produzioni” e attacca i “comitati senza poteri”

E la strada da seguire, per Bonomi, è un’altra: “il metodo prima delle
date- ha detto nel suo discorso – perché L’Italia è stata posta in un regime fortemente restrittivo” mentre i nostri concorrenti in Europa continuano a
produrre”. E vanno “benissimo” , aggiunge, “i comitati degli esperti ma la loro proliferazione dà il senso che la politica non ha capito e non sa dove arrivare. Abbiamo un comitato a settimana senza poteri, senza capire dove andare”. Una emergenza che impone per questo Bonomi una corsa contro il tempo “vero nemico del Paese”.

La soluzione a tutto questo dunque, conclude, non risiede “nel chiudersi nei propri confini” perché il mondo che si riaprirà “sarà un mondo globalizzato” ma occorre “riaprire le produzioni perché solo queste danno reddito e lavoro, e non certo lo Stato come padre che dispensa un favore, senza peraltro avere le risorse per farlo”. E poi “evitare assolutamente” la seconda ondata di contagio “che ci porterebbe a nuove misure di chiusure drammatiche e devastanti”, ad aggravare quella “tremenda voragine” che ha già scavato il Pil di un “Paese strutturalmente debole”.

Le reazioni dei sindacati

Tra i sindacati solo la Cisl di Annamaria Furlan ha salutato ufficialmente la designazione di Bonomi augurando che possa essere “un interlocutore importante del sindacato, in una fase di ricostruzione e di necessari cambiamenti del sistema produttivo per i quali le parti sociali sono chiamate ad esercitare un ruolo di guida, di innovazione e di responsabilità” . Bocche cucite al momento, invece, in casa Uil e
Cgil che attendono l’ufficialità della elezione per esprimersi anche se l’augurio, si spiega da Corso Italia è quello di poter continuare quella stagione “di collaborazione e dialogo’ , pur nelle differenze di visioni, che negli ultimi anni ha prodotto ‘risultati importanti’. >> Le notizie di economia

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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