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Conte, fiducia al Senato con 156 voti a favore: la maggioranza c’è ma è più debole, Nencini “tradisce” Renzi

Conte fiducia al Senato. Dopo una maratona di dodici ore, si è chiusa poco fa la seduta del Senato con il voto di fiducia alla risoluzione della maggioranza che sostiene Giuseppe Conte. 156 i voti a favore, 140 i contrari, 16 gli astenuti. Volti tesi nella maggioranza durante la seconda chiama, mentre il premier ha lasciato Palazzo Madama prima della comunicazione dell’esito finale.

Conte fiducia al Senato, c’è qualche sorpresa: i voti a favore sono 156

Nessuna sorpresa a parte il voto a favore del senatore di Forza Italia Andrea Causin, che ha detto “sì” come la collega di partito Maria Rosaria Rossi. Italia Viva è rimasta compatta: tutti i senatori di Renzi si sono astenuti, eccetto Riccardo Nencini che non ha partecipato alla prima chiama. “La senatrice Sbrollini era presente alla seconda chiama e si è astenuta come il resto del gruppo Iv”, fanno sapere da Italia Viva.

Il premier Giuseppe Conte ha lasciato il Senato alle 22:14. Nell’Aula si attendeva ancora l’esito del voto sulla fiducia, ancora incerto. Lo stop alla comunicazione dei risultati per il “caso Ciampolillo”, il senatore M5S che non sarebbe riuscito a votare nemmeno alla seconda chiama, evidentemente perché fuori dall’Aula.

Caos sul voto di Ciampolillo (M5S), lo strappo del socialista Nencini che “tradisce” Renzi e vota “sì”

Le operazioni di voto si sono concluse in modo caotico. Alla seconda chiama, infatti, non risultava aver ancora votato il senatore Lello Ciampolillo, ex Movimento 5 Stelle. Chiamato poco prima della dichiarazione di chiusura della presidente Elisabetta Casellati, Ciampolillo ha protestato. Ne è seguita una lunga consultazione tra la presidente, i segretari e i senatori questori. Il senatore chiede di votare ma la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, lo ferma: “Avevo già chiuso la
votazione della seconda chiama”.

Lo stesso è poi accaduto per Riccardo Nencini, socialista ma nel gruppo al Senato unitario con Italia Viva, assente durante la seconda chiama e presentatosi in aula solo alle 22:14, come Ciampolillo. Un minuto prima della chiusura delle operazioni di voto, ha appurato l’ufficio di presidenza del Senato. Ecco dunque la riammissione al voto dei due. “Sì” di Ciampolillo e clamorosamente di Riccardo Nencini, l’unico a “tradire” Renzi: “Ho votato sì, Conte mi ha convinto”, ha detto. >> Le notizie di politica italiana

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Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1993 con la cronaca locale, poi si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese", "Il Giornale di Varese", "Lavoro e Carriere", "Il Secolo XIX".

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