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Conte sullo Stretto di Messina: «No al ponte, ci vuole un tunnel sottomarino»

Il Premier Conte ieri 9 agosto 2020, è stato ospite de “La Piazza”, evento organizzato dal quotidiano ‘Affaritaliani.it’, in provincia di Bari. Il primo tema affrontato è inevitabilmente quello del Covid 19. In merito al vaccino, Conte ha spiegato: «Non ritengo che debba essere obbligatorio, ma deve essere messo a disposizione». Facendo il punto della situazione il premier afferma: «Il bilancio personale preferisco farlo alla fine, vorrei aspettare di uscire dalla pandemia e poi trarre le conclusioni. Il bilancio sull’Italia però lo stanno facendo anche all’estero, e mi sembra che sia un bilancio positivo: si analizza il modello italiano e lo si propone, ed è motivo di grande orgoglio». Nel colloquio, durato circa un’ora e mezzo, Conte si esprime in merito allo Stretto di Messina: «Ci vuole un tunnel sottomarino».

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Conte, Stretto di Messina: «Tunnel sottomarino di alta ingegneria»

Durante l’intervista Conte viene interrogato sulla questione “ponte sullo Stretto di Messina“. Il premier ha le idee chiare: «No al ponte, penso invece a un tunnel sottomarino», suggerendo l’idea di una “copia” del tunnel de La Manica. Continua: «Sullo Stretto dobbiamo pensare, quando si riveleranno le condizioni, a un capolavoro di ingegneria. Un ponte anche sottomarino, ci stavo pensando. Per il ponte non ci sono le condizioni. Ma prima dobbiamo preoccuparci dei collegamenti interni, in primis l’alta velocità al Sud.»

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Conte, Stretto di Messina, migranti e prossime elezioni

L’intervista prosegue sulla questione migranti: «Non possiamo tollerare che arrivino migranti positivi al Covid. Con Salvini c’è qualche difficoltà di comunicazione, confido di poter dialogare meglio con la Meloni». Sul tema delle prossime elezioni il premier afferma: «Il mio orizzonte è di fine legislatura, il programma è di riforma del Paese e questo è il mio unico orizzonte temporale. A precisa domanda ho detto” tempo fa “di non essere disinteressato alla politica e hanno scritto che voglio fare un partito, ma lo escludo, non sono interessato a fare un partito». Conte ha poi chiarito la sua opinione sulla questione di una legge elettorale per l’approvazione del nuovo sistema proporzionale con sbarramento al 5%. In merito, Conte afferma: «Sarebbe abbastanza eccentrico se il presidente del Consiglio sostenuto da forze di maggioranza che hanno concordato una riforma della legge elettorale in senso proporzionale, non la sostenesse. Mi auguro continui il dialogo tra le forze di maggioranza.» Infine, viene interrogato sul tema referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari: «Al referendum voterò a favore della riduzione di senatori e deputati». Opinione in linea con la legge Di Maio che prevede un Parlamento con 300 deputati, invece di 630, e 200 senatori.

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