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Coronavirus, aiuti della Russia all’Italia: «Nessuna propaganda, questa è solidarietà»

Coronavirus aiuti della Russia all’Italia. Un altro aereo militare russo Il-76 è partito questa mattina dalla base russa di Chkalovsky, vicino a Mosca, con destinazione l’aeroporto militare italiano di Pratica di Mare. E’ un velivolo “con a bordo personale militare ed equipaggiamenti” per aiutare l’Italia a fare fronte all’epidemia di Covid-19, ha detto un portavoce del ministero della difesa russo citato dall’agenzia di stampa Tass. E’ il 15esimo volo con aiuti organizzato dalla Russia per l’Italia dopo che, sabato scorso, Vladimir Putin e Giuseppe Conte hanno parlato al telefono.

Coronavirus aiuti della Russia all'Italia

Coronavirus aiuti della Russia all’Italia: arrivati anche esperti di guerra batteriologica

Mentre sono ancora in corso i preparativi per definire lo spostamento di medici e mezzi russi da Pratica di Mare a Bergamo, focolaio dell’epidemia in Italia e destinazione finale degli aiuti di Mosca, cresce l’attenzione mediatica sulla presenza dei militari russi in Italia. Si parla di diverse decine di specialisti dell’esercito arrivati al seguito di medici e altro personale sanitario. Alcuni giornali, tra cui La Stampa, parlano di presenza militare che preoccupa parte del governo e dei militari italiani.

E’ chiaro che la presenza russa ha anche obiettivi strategici, al di là dell’aiuto umanitario per l’emergenza sanitaria del Covid-19. E’ la prima volta in assoluto che militari russi mettono il piede sul suolo italiano, storicamente aperto ai soli alleati atlantici. E’ noto da tempo che la Russia sta cercando di rafforzare il suo ruolo nell’area del Mediterraneo. Sta accadendo anche con la crisi libica, sulla quale ci sono importanti convergenze strategiche con la Turchia. Sugli aiuti all’Italia è intervenuto oggi anche l’ambasciatore russo a Roma, Sergey Razov, intervistato dall’agenzia di stampa Agi.

L’ambasciatore Razov: «Aiutiamo l’amico popolo italiano, indipendentemente dal contesto politico internazionale»

I militari russi sono arrivati in Italia per aiutare «l’amico popolo italiano, indipendentemente dal contesto politico internazionale, nel solco di una tradizione di supporto umanitario che affonda radici nel secolo scorso, ma anche ribadire la necessità, espressa dal presidente Vladimir Putin, di unire le forze tra i vari Paesi per combattere nuove sfide e minacce globali, come la pericolosa epidemia  a cui stiamo assistendo». Sono le parole dell’ambasciatore della Federazione russa in Italia, Sergey Razov, in un’intervista esclusiva all’Agi.

Il diplomatico ha chiarito il senso della massiccia operazione di aiuti della Russia all’Italia per sostenere la battaglia contro l’epidemia da Covid-19. Da Mosca sono arrivati macchinari e specialisti virologi dell’esercito che saranno dispiegati a Bergamo, una delle zone più colpite dall’epidemia. A chi sostiene che la missione sia una mossa propagandistica di Putin, per rendere ancor più evidente la scarsa solidarietà mostrata a Roma da Bruxelles, l’ambasciatore russo in Italia risponde: «E’ una risposta gratuita della Russia alla richiesta dei vertici italiani». Razov non perde l’occasione per una stoccata agli altri stati Ue: «Alcuni in Europa – dice all’Agi – concepiscono la solidarietà come adesione generale alle sanzioni e disciplina di blocco. A nostro avviso, la solidarietà dovrebbe essere altro. In Russia, c’è un detto: ‘Non esiste il dolore altrui’. La Russia non poteva rimanere indifferente davanti a una situazione così difficile per l’Italia». >> Tutte le notizie sul Coronavirus

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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