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Distratta dalla crisi di governo, l’Italia riapre mentre mezza Europa è in lockdown

Possiamo forse parlare di “riapertura”, visto che oggi, 1 febbraio 2021, ben undici regioni sono passate dalla zona arancione a quella gialla, e altre due dalla zona rossa a quella arancione. Da questa mattina sono circa 35 milioni gli italiani che potranno tornare a sedersi nei tavoli dei bar e dei ristoranti. Fermo restando l’obbligo di mascherina ovunque e il coprifuoco nazionale. Ma l’Italia sembra andare totalmente contro tendenza. La Germania, per esempio, registra lo stesso incremento di casi dell’Italia, ma non ha intenzione di uscire dal lockdown presto.

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Coronavirus Europa

Coronavirus in Europa

Lo scorso venerdì 29 gennaio la Francia, che viaggia al ritmo di quasi 20mila nuovi contagi per giorno, si attendeva l’annuncio del primo ministro Jean Castex del ritorno in lockdown. I dati del contagio, leggermente in decrescita, e la limitata circolazione della variante inglese, hanno permesso al governo francese di guadagnare del tempo. Ma non si esclude un nuovo “confinement”, mentre il coprifuoco resta fissato dalle 18 alle 6. Inoltre dalla scorsa settimana è vietato entrare in Francia da un altro Paese UE senza il certificato di un tampone molecolare negativo prelevato nei tre giorni precedenti.

La Germania ieri ha registrato 11.500 nuovi casi, praticamente come l’Italia. Angela Merkel ha chiuso negozi, ristoranti e attività non essenziali dall’11 gennaio. Dallo scorso weekend è scattato il divieto di ingresso per passeggeri provenienti da regioni colpite dalle nuove varianti. E nonostante l’andamento del contagio faccia registrare dati simili a quelli italiani, la Merkel non ha intenzione di riaprire le scuole nelle prossime settimane. La Gran Bretagna, dove il triste record di 100mila morti è stato superato la scorsa settimana, si trova in una situazione simile, insieme alla Scandinavia e a gran parte dell’Europa centrale.

lockdown Europa

Distratti dalla crisi

Secondo Davide Maria De Luca, da Domani, i fari puntati sulla crisi di governo stanno relegando l’andamento della pandemia in secondo piano. I regolamenti fissati come parametri per la distribuzione delle regioni nelle zone a colori costringono il governo ad osservare passivamente la riapertura. L’attenzione del discorso pubblico sulla crisi di governo avrebbe distratto gli Italiani, generando un clima di fiducia. Che potrebbe essere mal riposta, visti i tempi con cui si muove la pandemia. Come ricorda De Luca, lo scorso ottobre l’Italia veniva celebrata come esempio di rigore in Europa, per poi registrare nel giro di poche settimane un nuovo record di morti.

La crisi di governo peggiora solo una tendenza che era già in atto. Da oltre un mese l’Italia va avanti tra “segnali d’allarme” e “messaggi tranquillizzanti”, e l’ultimo Dpcm ne è l’emblema. Da un lato infatti irrigidisce gli spostamenti tra le Regioni, mentre dall’altro introduce i provvedimenti per una zona bianca, come a suggerire che ne avremo una presto. Il braccio di ferro tra i “rigoristi”, come Boccia e Speranza, e i pro-riapertura, come Di Maio e Renzi, portato avanti durante tutta la seconda ondata, non poteva che avere questo risultato.  >> Tutte le news 

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