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Coronavirus rivolta nelle carceri in tutta Italia, i Radicali al governo: «Liberiamo 8mila detenuti»

Coronavirus rivolta nelle carceri (ultimo aggiornamento ore 16). Non bastassero le difficoltà delle strutture sanitarie messe a dura prova dal picco di ricoveri in terapia intensiva e la gestione delle limitazioni nelle zone rosse, si apre un nuovo fronte per il governo. Dopo la drammatica rivolta di ieri a Modena, costata la vita a sei detenuti, oggi è la volta di Foggia, Milano e Roma. Mentre nel carcere pugliese si registra l’evasione di 50 detenuti, 20 dei quali sarebbero ancora irreperibili, nel carcere milanese di San Vittore questa mattina alcuni detenuti sono saliti sul tetto e altri hanno dato alle fiamme coperte e lenzuola in cella.

Coronavirus rivolta nelle carceri

A Parma 6 detenuti morti per overdose di farmaci

La sommossa di Parma ha riguardato 80 detenuti su un totale di 530. La locale Procura ha aperto un’inchiesta per accertare le cause dei decessi: secondo le prime informazioni, sarebbe dovuta al fatto che, durante la rivolta, i detenuti si sarebbero impadroniti dell’infermeria e assunto un’overdose di farmaci. Tre di loro sono deceduti all’interno del penitenziario, altri tre invece nel tragitto tra il carcere ed il pronto soccorso di Parma.

Anche a Verona ed Alessandria due detenuti sono morti per overdose da psicofarmaci, come a Parma sottratti dalle infermerie durante le proteste. A Prato invece sono stati appiccati incendi in alcune celle. A Milano la rivolta sarebbe scoppiata per le limitazioni ai colloqui con i famigliari previste dal Dcpm sul Covid-19.  “La rabbia è salita al punto che si parla di ‘devastazione’ dell’infermeria e hanno aperto armadietti e cassaforti: come è successo altrove il pericolo è che ingurgitino il metadone usato per placare la tossicodipendenza da eroina”, spiega Quotidiano.net A Roma, nel carcere di Rebibbia, detenuti in rivolta hanno dato alle fiamme materassi. La polizia sta intervenendo in questi minuti, anche con l’uso di lacrimogeni.

coronavirus rivolta nelle carceri

Coronavirus rivolta nelle carceri: la proposta choc dei Radicali

«Sta succedendo quello che in tempo di pace si direbbe ‘nessuno vuole vedere’, cioè che le condizioni delle nostre carceri sono condizioni insostenibili e che quindi quando arriva la goccia del coronavirus che fa traboccare il vaso, il vaso trabocca». Così il consigliere della Regione Lazio in quota Radicali, Alessandro Capriccioli intervenuto su Radio Cusano Tv Italia. «Il personale è insufficiente tutto l’anno, non solo quando c’è il coronavirus. Noi come radicali lo stiamo dicendo da giorni. Oggi sarebbe il caso di aumentare tutti i contatti con l’esterno attraverso mezzi tecnologici diversi dalle visite. Dall’altro sarebbe il caso di fornire le carceri di strumenti di triage. E poi provvedimenti intelligenti che in questo momento possano ridurre la pressione all’interno degli istituti».

«E’ chiaro – prosegue Capriccioli – che se noi già da domani mattina avessimo 8mila persone in meno nelle carceri italiane sicuramente sarebbe una situazione che si alleggerisce. Sono 8mila persone che devono scontare dai 2 ai 3 mesi. Quindi persone che tutto sommato potrebbero accedere ad una moratoria in modo molto semplice. L’hanno fatto in Iran, non c’è bisogno di arrivare nella moderna scandinavia per vedere questi provvedimenti». >> Le breaking news di UrbanPost

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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