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No Meloni Day, cortei degli studenti in tutta Italia: tre minorenni arrestati a Torino e oltre 50 identificati, bombe carta e petardi a Roma. Meloni: “Condannare le violenze”

17/10/2026 14:25 - Aggiornamento 17/10/2026 14:31

Cortei in decine di città, tensioni a Torino e a Roma e tre minorenni arrestati a Torino. È il bilancio della giornata del “No Meloni Day”, la mobilitazione degli studenti di venerdì 16 ottobre contro il decreto scuola, i tagli e le spese militari. Secondo gli organizzatori sono scesi in piazza oltre 400mila giovani. Altre notizie nella sezione scuola.

 

Torino: tre minorenni arrestati e oltre 50 identificati

Il bilancio più pesante arriva da Torino. La Questura ha comunicato l’arresto in flagranza di tre minorenni per resistenza aggravata a pubblico ufficiale. I tre sono stati anche denunciati per porto di oggetti atti a offendere: due avevano spray urticanti, uno aveva delle pietre. Oltre 50 manifestanti sono stati identificati. Durante il corteo, in centro, ci sono stati lanci di sassi e torce contro gli agenti e cariche delle forze dell’ordine. Per tutte le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza, e trattandosi di minorenni non sono state diffuse le generalità.

Roma: bombe carta e petardi contro il ministero

Nella Capitale, secondo ANSA, i liceali in corteo hanno parlato di 20mila partecipanti. Lungo il percorso, all’altezza di via Marmorata, un gruppo di incappucciati ha lanciato bombe carta e petardi e fatto rotolare cassonetti sulla carreggiata. Arrivato in viale Trastevere, il corteo ha lanciato petardi contro il ministero dell’Istruzione. Nelle informazioni disponibili non risultano arresti a Roma.

Altre città

Momenti di tensione anche a Bologna, davanti alla stazione, e a Verona, mentre in molte altre città, da Milano a Napoli, da Padova a Cagliari, i cortei si sono svolti senza incidenti di rilievo, con occupazioni di scuole e iniziative di protesta.

Gli agenti feriti

I sindacati di polizia parlano di una decina di agenti feriti tra Torino e Roma, mentre la premier Giorgia Meloni ha richiamato un bilancio di 17-18 appartenenti alle forze dell’ordine coinvolti negli scontri: i numeri non coincidono e non è chiaro come siano stati calcolati.

Meloni: “Condannare le violenze”

La premier ha distinto il diritto degli studenti a manifestare dagli episodi di violenza: “Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, è aggredire le forze dell’ordine”, ha detto, chiedendo alle opposizioni di prendere posizione. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha parlato di “teppismo politico” e di aggressione alle istituzioni. La segretaria del Pd Elly Schlein ha chiesto risposte concrete alle richieste dei giovani. Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, aveva invitato gli studenti a isolare i violenti.

Perché protestavano

Le manifestazioni, proclamate da Rete degli Studenti, Uds, Osa e Cambiare Rotta, chiedevano più investimenti nella scuola, contro le strutture che cadono a pezzi, i fondi per le spese militari e il decreto sul tetto agli studenti stranieri nelle classi, con solidarietà agli studenti francesi. Secondo i promotori la mobilitazione non finisce qui.

Fonte: Il Messaggero, Ansa, Giornale La Voce, Corriere Etneo, Online News

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