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Covid Marche, al via lo screening di massa con tamponi antigenici gratuiti

Uno screening di massa gratuito per “mappare, isolare e tracciare i positivi al Coronavirus”. Da questa mattina in sei diverse città delle Marche si sta effettuando un test anti Covid dietro l’altro.Con oltre 20mila prenotazioni, i marchigiani hanno dimostrato il loro senso di responsabilità di fronte a una pandemia che ancora risulta essere tutt’altro che sotto controllo. “Siamo soddisfatti, ci aspettavamo un risultato di queste dimensioni, ma non così bello”, ha dichiarato l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini. Tra l’altro, è la prima Regione in Italia a effettuare uno screening di questo tipo.

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Covid Marche, è iniziato lo screening di massa

Ancona, Pesaro, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno e Urbino: queste le sei città delle Marche nella quale, contemporaneamente, è iniziato lo screening di massa con tampone antigenico rapido per il Covid. “Siamo orgogliosi si aver comprato 2 milioni di test per garantire la salute dei nostri concittadini, e soprattutto di evitare la diffusione del virus”, ha affermato l’assessore Saltamartini. L’obiettivo, infatti, è testare almeno 800mila persone, ovvero il 70% della popolazione della Regione: “C’è una grande affluenza in tutti i centri della Regione e finora”, circa le 10:30, “non c’è nessun positivo. Questo è un buon segno”, ha aggiunto poi.

Le Marche sono il primo territorio a effettuare una mappatura di questo tipo, uno screening totalmente gratuito sulla popolazione con tampone antigenico rapido per il Covid che fornisce una risposta in meno di 15 minuti. “Questa campagna ci consentirà di capire la diffusione del virus per ripartire con fiducia. Servirà poi da modello per la somministrazione del vaccino contro il coronavirus“, che dovrebbe partire il prossimo 27 dicembre. “I cittadini hanno risposto mostrando grande senso di responsabilità”, ha poi sottolineato l’assessore alla Protezione civile del Comune di Ancona Stefano Forese.

covid marche

Covid Marche, l’assessore Foresi: “Il gioco di squadra vince”

Solamente ad Ancona, sono stati impiegati 80 infermieri, una cinquantina di volontari, agenti della Polizia municipale, ed erano presenti poi la Protezione civile regionale e i vertici dell’Asur Marche. D’altronde, sono state oltre 7mila le prenotazioni giunte al Comune tramite il link predisposto sul sito e dalle cinque linee telefoniche attivate. Così è iniziato lo screening di massa anti covid al PalaIndoor. Questo Comune, inoltre, ha allestito anche un servizio navetta per portare le persone al palazzetto. “Il gioco di squadra vince”, ha sottolineato l’assessore Foresi.

Ma non solo Ancona: lo screening di massa anti covid coinvolge sei città delle Marche, e andrà avanti fino al 23 dicembre per testare almeno 350 mila persone. Dopo i capoluoghi, si andranno a coprire anche gli altri Comuni della Regione. In tutto, questa operazione costerà 2,6 milioni, ma permetterà di mappare la diffusione del virus nel territorio. Sul campo sono impegnati il personale sanitario dell’Asur e gli studenti del corso di Medicina Generale, la Protezione civile regionale, il mondo del volontariato, la Croce Rossa, l’Anpas, la Misericordia, e i volontari dell’Università Politecnica delle Marche.

Tempi di attesa brevi e risultati in 12 minuti

La campagna di screening di massa anti covid messa in piedi nelle Marche potrebbe dare il via anche alle altre Regioni. “E’ una macchina operativa messa in piedi in tempi rapidi, che grazie alla disponibilità e al lavoro di tutti, degli operatori sanitari e degli altri soggetti coinvolti, ci consentirà di portare a casa il risultato”, ha commentato il direttore dell’Area Vasta due Giovanni Guidi. Inoltre, bisogna dire “grazie anche al sistema di prenotazione messo in campo dal Comune. I tempi di attesa non sono lunghi, poi ci sono i tempi tecnici per la lettura del tampone che richiede almeno 12 minuti”, ha aggiunto.

L’autoprotezione è la prima arma da mettere in campo per evitare il diffondersi di questa pandemia“, ha precisato il coordinatore regionale della Protezione civile David Piccinini. “Questo test non deve essere preso come un modo per liberare la propria attività all’indomani della consapevolezza di essere negativi. Bisogna mantenere la consapevolezza di continuare a rispettare tutte le misure previste“, ha poi sottolineato per evitare di far abbassare l’attenzione dei cittadini. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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