“Se una cosa è certa è che se lui voleva fare una cosa del genere non lo faceva dove lavorava. Sarebbe stata un’altra persona, non quella che ho conosciuto per 40 anni”. Lo ha dichiarato Filippo Rossi, fratello minore di David Rossi, audito davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta istituita per la morte dell’ex capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, avvenuta nel 2013. Tutte le novità sul caso sono nella sezione dedicata a David Rossi.

Il caso e la svolta di fine settembre
David Rossi è stato trovato morto il 6 marzo 2013. Per anni la sua morte è stata ritenuta un suicidio, una tesi che la famiglia (i fratelli, la madre, la moglie e la figlia di quest’ultima) ha sempre respinto con forza. A fine settembre, dalle valutazioni tecniche e dalle simulazioni eseguite a Roma con l’aiuto dei Ris per la perizia richiesta dalla Commissione, è emerso che Rossi sarebbe stato aggredito da più persone nel suo ufficio e sarebbe poi precipitato dalla finestra dopo aver cercato di difendersi. Un’ipotesi che cambierebbe lo scenario ricostruito finora.
La perizia psicologica
La Commissione ha disposto anche una perizia psicologica, secondo la quale Rossi era sotto pressione, in ansia e spaventato, ma senza alcun elemento compatibile con un gesto pianificato.
L’audizione di Filippo Rossi
Oggi, dopo aver ascoltato Ivan Catana, ritenuta persona informata sui fatti, la Commissione ha audito Filippo Rossi. L’uomo ha ricordato di aver visto il fratello l’ultima volta la domenica, qualche giorno prima della morte, mentre prendeva lo scooter. Ha raccontato anche che, il sabato dopo il 6 marzo, i due avrebbero dovuto inaugurare insieme ad alcuni amici un’attività a Siena, inaugurazione che poi non si fece.
“Per me era il solito”
Interrogato sullo stato psicologico del fratello, in un anno in cui Mps era al centro di vicende giudiziarie, Filippo ha detto di non aver mai notato in lui ansia o stress, elementi che erano stati richiamati nelle richieste di archiviazione dei magistrati: “Per me era il solito”. Ha ricordato il periodo della perquisizione a casa di David, avvenuta il 19 febbraio, e il pranzo del 22 febbraio per il compleanno della madre, dove, ha riferito, il fratello scherzò come sempre. “Anche io sarei turbato se fossero venuti a casa mia”, ha aggiunto.
“Indagini fatte male”
Filippo Rossi ha preso le parti dell’altro fratello, Ranieri, e della moglie di David, Antonella Tognazzi, nella battaglia per la riapertura del caso. Sul lavoro della magistratura ha detto: “Le indagini sono state fatte male. Punto”. E ancora: “C’è stata un po’ di superficialità”. Ha aggiunto che “ci sono delle evidenze” che, a suo giudizio, dovrebbero far riflettere non solo i familiari ma tutti.
La sera del 6 marzo
Il testimone ha ripercorso la sera in cui seppe della morte del fratello: a dargli la notizia furono Ranieri e la moglie, e prima di recarsi sul posto andò dalla madre, per evitare che la apprendesse dalla televisione. “Prima cosa che le ho detto non è stata ‘David si è buttato’, ma ‘David è cascato dalla finestra’”, ha raccontato. “Mia madre, che era in dormiveglia, mi disse che l’avevano ammazzato”.
I lavori della Commissione
I lavori e le audizioni della Commissione proseguono. L’audizione di Filippo Rossi è proseguita, dopo un primo tratto pubblico, in forma segreta.
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Fonte: Fanpage.it, articolo di Ilaria Quattrone