Nuovi sviluppi sul caso di David Rossi, l’ex capo della comunicazione di Mps precipitato da un palazzo della banca a Siena la sera del 6 marzo 2013. Per i consulenti della Commissione parlamentare di inchiesta sulla sua morte, l’ipotesi “più probabile” è che Rossi sia stato aggredito da due o tre persone e che, al momento della caduta, fosse cosciente.

Le simulazioni al Foro Italico
Le valutazioni arrivano dalle simulazioni svolte oggi, 28 settembre, all’università del Foro Italico di Roma, nell’ambito della perizia sulle modalità di uscita dalla finestra. Hanno lavorato i consulenti della Commissione Robbi Manghi e Marco Nigrisoli, insieme al tenente colonnello Adolfo Gregori del Ris e con l’ausilio dei vigili del fuoco.
“Si esclude il movimento suicidario”
“Si esclude la decisione e il movimento suicidario”, ha dichiarato Manghi, secondo cui vi sarebbe stata “un’aggressione violenta” e difficilmente da parte di una sola persona, dato che Rossi era cosciente e in forma. Gli aggressori, ha spiegato, sarebbero stati almeno due, se non tre, e di corporatura robusta.
L’ipotesi dell’intimidazione finita male
Nigrisoli ha ipotizzato che Rossi sia stato aggredito in maniera rapida e violenta, ma che l’intento iniziale potesse non essere ucciderlo: potrebbe essersi trattato di un processo graduale con lo scopo di intimidirlo, con Rossi tenuto appeso fuori dalla finestra.
Le parole del presidente della Commissione
Il presidente della Commissione, Gianluca Vinci, intervenuto a “Storie Italiane” su Rai 1, ha affermato che la morte di Rossi “non fu un suicidio, ma un omicidio”, precisando che l’ipotesi non è quella di un killer che lo ha defenestrato direttamente, ma di persone andate sul posto con un motivo preciso. Secondo Vinci, sarebbero stati individuati elementi come il cinturino in volo e la sua ombra, che aiuterebbero a capire con quale forza sia stata compiuta l’operazione.
L’ipotesi sul movente
Sul possibile movente, Vinci ha parlato di una pista legata al flusso di denaro che passava dall’ufficio di Rossi, tra cui 50mila euro l’anno di sponsorizzazioni da parte di Mps, e di qualcuno che avrebbe potuto ricattarlo o tentare di estorcergli denaro. Si tratta, va precisato, di un’ipotesi formulata dalla Commissione, non di un accertamento giudiziario.
Prime valutazioni, esiti definitivi tra un mese
Le conclusioni illustrate oggi sono “primissime valutazioni” dei consulenti: per gli esiti definitivi della perizia servirà almeno un mese. Domani, alle 10, presso l’aula del terzo piano di Palazzo San Macuto, la Commissione ascolterà in audizione i consulenti Robbi Manghi ed Edoardo Genovese, con diretta sulla webtv.
Il quadro giudiziario
Va ricordato che in sede giudiziaria la morte di Rossi era stata a lungo trattata come suicidio, ipotesi su cui le conclusioni della Commissione parlamentare si pongono ora in netto contrasto. Il lavoro della Commissione ha natura politico-istituzionale e non sostituisce gli accertamenti della magistratura.
Fonte: Il Tempo, articolo di Luigi Frasca