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Decreto Energia 2022, arriva la stretta sui condizionatori: cosa cambia dal 1° maggio

Per via del conflitto in Ucraina che va avanti da oltre cinquanta giorni si continua a discutere molto sulle tematiche che riguardano il Decreto Energia 2022. L’obiettivo del governo Draghi quello di contenere i rincari delle bollette di luce e gas. Prende sempre più corpo l’ipotesi di favorire le risorse rinnovabili, di sganciarsi dalla dipendenza energetica dal Cremlino. Nel frattempo l’esecutivo cerca di fronteggiare l’emergenza come può: arriva la stretta sui condizionatori. Ecco cosa cambia a partire dal 1° maggio per gli Italiani.

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Decreto Energia 2022, arriva la stretta sui condizionatori: cosa cambia dal 1° maggio

Il primo passo, secondo il «Corriere della Sera», è quello di abbassare la temperatura negli edifici pubblici, riducendo l’uso dei condizionatori. Un’operazione che secondo le ultime notizie partirà dal primo maggio 2022 al 31 marzo 2023. In sostanza nelle scuole e negli uffici le temperature non dovranno superare in inverno i 19 gradi e non dovranno essere meno di 27 gradi in estate. Per i trasgressori sono previste multe che vanno dai 500 ai 3 mila euro. La misura non verrà applicata a cliniche, ospedali e case di cura. I controlli, che in questo momento sono assenti, dovrebbero estendersi anche nelle case degli italiani. Secondo le stime se si abbassasse di un grado la temperature nelle abitazioni dei cittadini, si potrebbe risparmiare circa il 7-8% sui consumi di gas. Non proprio poca cosa, ma si tratta di un provvedimento a cui per ora il governo non guarda. Secondo quanto riportato sempre dal «Corriere», ora è in atto solo la regola che in casa non si dovrà superare la temperatura di 20 gradi durante i mesi invernali. Una norma che però varia da regione a regione. Sembra poi che il Governo stia valutando di limitare il numero dei lampioni accesi e le ore di illuminazione. Ma si tratta di indiscrezioni che arrivano da palazzo Chigi.

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«Siamo ben posizionati», le parole di Draghi

«Siamo ben posizionati. Abbiamo gas negli stoccaggi e avremo nuovo gas da altri fornitori. Se anche dovessero essere prese misure di contenimento, queste sarebbero miti. Stiamo parlando di una riduzione di 1-2 gradi delle temperature del riscaldamento e di variazioni analoghe per i condizionatori», ha detto il premier Mario Draghi nell’intervista concessa al «Corriere della Sera». E a proposito del dilemma “Volete la pace o il condizionatore” il presidente del consiglio aveva affermato: «Volevo mandare due messaggi che ritengo importanti. Il primo, simbolico: la pace vale dei sacrifici. Il secondo, più fattuale: il sacrificio, in questo caso, è contenuto, pari a qualche grado di temperatura in più o in meno. La pace è il valore più importante, indipendentemente dal sacrificio, ma in questo caso il sacrificio è anche piccolo».

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