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Defender Europe 20: che cos’è e perché l’Italia ha deciso di non partecipare

Defender Europe 20 è il più grande dispiegamento di truppe degli Stati Uniti in Europa degli ultimi 25 anni. E’ un’esercitazione multinazionale guidata dagli USA, con lo scopo di far collaborare i soldati dei Paesi firmatari del Patto Atlantico, per essere pronti a ogni eventuale attacco o minaccia. Considerando che la Nato è stata e rimane impegnata in molte aree del mondo, l’obiettivo è quello di migliorare le capacità delle forze alleate. Quindi lavorare insieme non solo in campo di battaglia, testare le capacità logistiche dell’Alleanza e le procedure di mobilità militare nelle zone del Nord Europa. E nello specifico, in Lettonia, Germania e Polonia. L’Italia però, come altri Paesi, vista l’emergenza sanitaria del coronavirus ha deciso di non partecipare alla grande esercitazione.

Defender Europe 20, la posizione dell’Italia

Defender Europe 20, in programma dal 27 aprile al 22 maggio, coinvolgerà 37mila soldati, 20 mila direttamente dagli Stati Uniti arriveranno sul suolo europeo e a loro se ne aggiungeranno 10mila già presenti in territorio e 7mila di origine europea. Le sedi in cui si dovrebbe svolgere sono il Belgio, l’Estonia, la Germania, la Lettonia, la Lituania, i Paesi Bassi e la Polonia. Secondo quanto annunciato dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini, l’Italia ha scelto di non partecipare e la motivazione è più che ovvia: il coronavirus. “Gli uomini e le donne della Difesa sono in campo senza sosta per fronteggiare l’emergenza sanitaria e per garantire l’attuazione delle importanti delibere decise del governo.

Ho valutato congiuntamente con lo Stato maggiore della Difesa e informando il Comando Nato, di non confermare il nostro contributo all’esercitazione Defender 2020. Pur sostenendo il valore strategico dell’esercitazione, ho ritenuto opportuno mantenere massimo l’apporto delle Forze armate in questa situazione”.

La partecipazione nazionale richiesta per lo svolgimento di Defender Europe 20 era limitata esclusivamente ad alcuni assetti dell’esercito: la pianificazione, infatti, prevedeva l’impiego di un gruppo operativo della Brigata Folgore in Lettonia e un gruppo operativo della Brigata Garibaldi in Germania. Vista la delicata situazione, però, l’Italia, così come la Finlandia e la Norvegia, ha deciso di tirarsi indietro. Tuttavia questo non significa ridimensionare l’appoggio alla Nato: “L’Italia è tra i principali contributori delle missioni Nato, Ue e Onu, e l’operato delle sue Forze armate è riconosciuto in tutto il mondo. La Nato- ha continuato Guerini- è il pilastro fondamentale, insieme all’Unione europea, per la nostra difesa e l’Italia continuerà a fornire il suo prezioso contributo nelle missioni internazionali per la stabilizzazione delle aree di crisi da dove provengono le minacce per la nostra sicurezza”.

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Defender Europe 20, l’esercitazione multinazionale ridimensionata a causa del Covid-19

La manovra militare era stata annunciata diversi mesi prima dello scoppio del Covid-19. Essendosi modificato il quadro generale, la decisione di Italia, Norvegia e Finlandia, si può considerare una misura precauzionale al contagio del coronavirus. Allo stesso modo anche gli Usa hanno annunciato che ridimensioneranno la loro partecipazione. Dal Pentagono, infatti, hanno dichiarato: “Dopo un’attenta revisione delle attività in corso e alla luce dell’attuale epidemia di coronavirus modificheremo le esercitazioni riducendo il numero di partecipanti statunitensi”. In queste ore si è saputo che anche il generale Christopher G. Cavoli, comandante delle forze militari Usa in Europa, è risultato positivo al Covid-19. “Seguendo i protocolli previsti- ha precisato Washington- Cavoli e gli altri sono in quarantena volontaria pur mantenendo da remoto le loro responsabilità di comando”.

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Coronavirus e Defender Europe 20

Quindi no: non sembra esserci alcun collegamento tra il Coronavirus e Defender Europe 20. Negli ultimi giorni un messaggio whatsapp che presupponeva questa ipotesi è diventato virale e ha alimentato il caos legato al Covid-19. Secondo gli autori del messaggio, gli Stati Uniti starebbero preparando un attacco nei confronti della Russia, e starebbero utilizzando l’epidemia come copertura. Nel messaggio, inoltre, si allude alla possibilità che i soldati americani siano in possesso del vaccino per il coronavirus, nonostante ancora non ne esista uno. Allo stesso modo, del tutto incoerente, i militari vengono accusati di contribuire a diffondere “esponenzialmente” il virus. Ovviamente, nulla di tutto ciò è stato verificato e anzi, sembra solamente figlio dell’ennesimo piano complottista.

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