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Di Maio dimissioni, il discorso: «Terminato il mio compito, M5S da rifondare»

Luigi Di Maio in questi minuti sta parlando davanti ai facilitatori, annunciando le sue dimissioni da capo politico del Movimento 5 Stelle. «Il Movimento si deve rifondare», inizia così Di Maio, ricordando la storia personale quando nel 2013, a soli 26 anni, è arrivato a Montecitorio con la pattuglia pentastellata di neofiti della politica ed è subito stato eletto vicepresidente della Camera dei Deputati.

di maio

Di Maio: «Mi fido di voi, mi fido di chi verrà dopo di me»

«E’ sempre stata la fiducia che ci ha fatto ottenere risultati – dice Di Maio – Per questo molti di noi sono potuti crescere ed affermarsi. Eravamo 163 perfetti sconosciuti che godevano della fiducia dei due fondatori, Grillo e Casaleggio, e di milioni di elettori. Ho fatto di tutto in questi anni per proteggere il Movimento dagli approfittatori. Per uno che ci ha tradito, dieci ci hanno permesso di realizzare grandi cose, far approvare leggi che hanno migliorato l’Italia. Essere ricordati per aver fatto qualcosa di buono, questo è il più grande privilegio che può avere un eletto. Mi fido di voi, mi fido di chi verrà dopo di me».

«M5S progetto visionario senza eguali nel mondo»

Poi ringrazia Grillo e Casaleggio. «Il Movimento 5 Stelle è un progetto visionario mai realizzato prima, senza eguali nel mondo. Due governi ottenendo cose che l’Italia aspettava da vent’anni. Incubo analisti finanziari? lo saremo ancora a lungo, abbiamo appena iniziato. Abbiamo costruito un futuro in cui sperare insieme a milioni di italiani. Nei pochi momenti in cui ci siamo fermati, abbiamo respirato il profumo della giustizia, l’equità. Sconfiggere i grumi di potere, che continueremo a combattere, se proveremo a fidarci l’uno dell’altro e della forza del Movimento».

Di Maio dimissioni

Di Maio, il passaggio sui nemici interni

«Abbiamo tanti nemici, c’è sempre qualcuno che vuol resistere al cambiamento. I peggiori nemici sono quelli che nessuno immagina mai di avere, quelli che contraddicono i valori per cui si è combattuto insieme. Sono quelli che lavorano non per il gruppo, ma per la loro visibilità. Persone che non ci mettono la faccia quando bisogna trovare le soluzioni. Abbiamo un’occasione storica di cambiare davvero l’Italia, e se avessimo avuto più fiducia in noi stessi avremmo avuto risultati ancora migliori di quelli che abbiamo ottenuto finora».

«Anche quando apparivo chiuso e diffidente, non ero senza fiducia era riservatezza. Le fughe di notizie fanno saltare i progetti. E’ un momento delicato per il M5S. Quando cambiano i punti cardinali della società, non basta riposizionarsi, serve prevedere la traiettoria storica. Dobbiamo essere in grado di migliorare ancor di più la vita degli italiani. Aldo Moro disse “se fosse possibile saltare questo tempo e andare direttamente al prossimo, tutti lo vorremmo fare”. Invece dobbiamo vivere questo tempo con tutte le sue difficoltà, avendo coraggio e fiducia nel futuro. Ce la possiamo fare».

di maio e conte

«Abbiamo lavorato per sgretolare le nicchie di potere»

«Dobbiamo dire tutta le verità – ha proseguito Di Maio – Il Movimento è nato in opposizione al potere costituito e abbiamo lavorato per sgretolare le nicchie di potere. Pensiamo ad Autostrade. Abbiamo combattuto le lobby, alcune battaglie anche se faticose erano realizzabili. Stai lì, resisti e porti a casa il risultato. Agli stati generali di marzo dovremo essere onesti e capire che cosa possiamo realisticamente realizzare. Stare al governo richiede prima di tutto fiducia in noi stessi. Se pensi che ti dicano bravo perché hai approvato una legge o l’hai annunciata, questo governo non fa per te. Pianificazione e realismo, tracciare la strada che può essere lunga e difficile, ma decisa verso l’obiettivo. Dobbiamo avere il tempo di mettere a posto quello che hanno messo in disordine per 30 anni, non si può giudicare il Movimento dopo 20 mesi al governo!».

«Grazie alla vostra fiducia ho firmato decine di leggi da ministro che hanno aiutato milioni di italiani. Mi hanno giudicato troppo ingenuo. Non mi sento in ingenuo ma preferisco passare per tale piuttosto di essere considerato un imbroglione. Nonostante i tanti tradimenti, continuo a pensarlo. Ma per restare umani e non diventare delle carogne, bisogna fidarsi di chi non conosci. Noi ci fidiamo degli italiani» >> Il video della diretta

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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