Elena Pero è morta a 60 anni, e il tennis e lo sport italiano perdono una delle sue voci più competenti e brillanti. Da tempo lottava contro una malattia, senza però mai rinunciare alla propria passione per il racconto, tanto da continuare a lavorare fino a quando ha potuto, celebrando il successo di Sinner a Wimbledon 2026.

35 anni di telecronache
È stata la sua Sky, casa professionale da tanti anni, a dare la triste notizia che priva il panorama tennistico italiano di una voce sobria e competente, capace di trasferire sempre l’amore per lo sport. Per 35 anni Elena Pero ha raccontato le gesta dei campioni del tennis, fino ai giorni nostri con Alcaraz e soprattutto Sinner, di cui ha accompagnato i successi. Nonostante le condizioni difficili, aveva scelto comunque di essere al microfono per Wimbledon nel momento della conferma del titolo di Jannik.
Dalla TV Capodistria a Sky Sport
Il suo percorso professionale era iniziato a TV Capodistria, per poi passare a Tele+. La consacrazione era arrivata con Sky Sport, dove era diventata a poco a poco uno dei perni della copertura tennistica, fino alle telecronache del momento magico della racchetta italiana degli ultimi anni.
Il profilo basso e la passione per i protagonisti
In un’intervista concessa un anno fa, Elena Pero si era mostrata quasi sorpresa nel ritrovarsi a parlare del proprio lavoro, spiegando di preferire raccontare solo i protagonisti del tennis, considerandosi semplicemente un tramite. Non aveva nascosto la propria commozione ripensando al primo storico successo di Sinner nel tempio del tennis londinese.
Il ricordo di Paolo Bertolucci
A ricordarla è stato anche il suo storico compagno di telecronache, Paolo Bertolucci, che ha parlato di un addio arrivato troppo rapidamente, definendo indimenticabile il cenno di Wimbledon.
Uno stile mai fuori posto
Complementare al proprio compagno di avventure, con stili diversi ma sempre efficaci, Elena Pero ha sempre mantenuto un profilo basso, mettendo in primo piano la passione diventata il proprio lavoro, senza mai una polemica né una parola fuori posto. Con la sua scomparsa, il suo nome si aggiunge oggi a quello dei grandi maestri del giornalismo tennistico italiano, come Gianni Clerici, Rino Tommasi e Roberto Lombardi.
Fonte: Fanpage.it, articolo di Marco Beltrami