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Emilia-Romagna, arancione sempre più probabile: ristoratori in rivolta

Emilia-Romagna zona arancione? Il verdetto arriverà domani, venerdì 19 febbraio, ma già il presidente di Regione Stefano Bonaccini riconosce che il rischio “è elevato”. L’indice Rt si avvicina pericolosamente all’1, ed è già stato superato a Bologna e a Imola. Il settore dell’ospitalità è in rivolta: il continuo tiramolla non consente ai ristoratori di lavorare. “Lunedì andremo a Roma”, annuncia Biagio Passaro, a guida del movimento #ioApro.

emilia romagna zona arancione

Emilia-Romagna zona arancione: domani il verdetto

La rabbia dei ristoratori emiliano-romagnoli cresce insieme alla possibilità di rientrare in zona arancione dalla prossima settimana o addirittura da questa domenica. Mentre i ristoranti continuano a prendere prenotazioni per il pranzo domenicale, però, cresce l’impazienza per la continua giostra delle aperture che ostacola il lavoro degli esercenti. Bar, pizzerie, bistrot e ristoranti, torneranno probabilmente a chiudere, dopo le ultime settimane che hanno consentito alle attività di prendere una boccata di ossigeno. Ma non basta: lo stato emergenziale si percepisce dal ricorso in massa al bando per i ristori emanato dalla Regione.

21 milioni dalla Regione

11mila imprese, circa un’attività su due, ha risposto al  bando per ulteriori ristori emanato della Regione con l’Unione delle Camere di commercio. Il pacchetto da 21 milioni di euro è un tentativo di tamponare le perdite causate dal Covid. “Così la nostra economia non reggerà – lancia l’allarme Enrico Postacchini, presidente regionale di Confcommercio Ascom. “Non possiamo andare avanti con il lavoro a singhiozzo. E’ il momento di fare una scelta, cioè decidere se far crollare l’intero sistema e disperdere un lavoro decennale o mettere le nostre imprese in condizione di lavorare seriamente”. “Si aumentino i controlli, che devono essere serrati contro chi non rispetta le regole, o si ricorra all’esercito, utile strumento di prevenzione e supporto al nostro sistema sanitario, ma non si blocchi l’intero tessuto commerciale: parliamo di un vero e proprio boomerang per lo Stato, che da inizio pandemia soltanto nel settore in questione ha perso un gettito da 11 miliardi di euro”, è l’appello di Postacchini, raccolto da Il resto del Carlino. >> Tutte le news 

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