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Fabrizio Corona, 7 curiosità che non tutti conoscono

09/01/2026 10:46 - Aggiornamento 09/01/2026 10:52

Fabrizio Corona scuse a petrelli falsissimo

Oggi Fabrizio Corona torna ufficialmente sotto i riflettori con una docuserie Netflix che promette di riaccendere polemiche, curiosità e vecchie ferite. Un ritorno che non sorprende: Corona è uno di quei personaggi che, nel bene o nel male, non è mai davvero uscito di scena.

Ma chi è davvero Fabrizio Corona, al di là del personaggio urlato, dei processi e delle provocazioni social? La sua storia è molto più complessa di quanto sembri.

Una famiglia di giornalisti

Corona nasce a Catania il 29 marzo 1974, ma cresce in un ambiente profondamente legato al giornalismo. Suo padre, Vittorio Corona, è stato un giornalista stimato, collaboratore di importanti testate e volto noto dell’informazione televisiva. Lo zio, Puccio Corona, è stato uno storico conduttore Rai.

Un’eredità pesante: mentre il padre rappresentava il giornalismo rigoroso e istituzionale, Fabrizio ha scelto fin da subito una strada opposta, fatta di spettacolarizzazione, eccessi e business.

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Il “re dei paparazzi” che non scattava foto

Una delle curiosità più paradossali riguarda proprio il soprannome che lo ha reso famoso. Fabrizio Corona è stato definito per anni il “re dei paparazzi”, ma lui stesso ha più volte dichiarato di non aver quasi mai scattato fotografie.

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Il suo vero ruolo era quello di organizzatore, intermediario, imprenditore del gossip. Con l’agenzia Corona’s, fondata nel 2001, gestiva fotografi, trattative, copertine e – secondo le accuse – anche ricatti mediatici.

Il rapporto con Lele Mora e l’ascesa nel mondo dello spettacolo

L’incontro con Lele Mora segna una svolta decisiva. Mora, manager potentissimo dello show business italiano dei primi anni Duemila, introduce Corona nei salotti televisivi e nel circuito dei vip.

È l’inizio di un periodo di enorme visibilità, soldi, eccessi e rapporti tossici che verranno poi ricostruiti anche nella docuserie Netflix.

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Musica, cinema e tv: Corona ovunque

Corona non si è mai limitato al gossip. Ha inciso brani rap come “Corona non perdona” e “Pazzesco”, ha partecipato a reality show, è apparso nel documentario Videocracy – Basta apparire di Erik Gandini ed è perfino comparso nella serie Squadra Antimafia – Palermo Oggi.

Presenze spesso brevi, ma sempre studiate per alimentare il personaggio pubblico.

Il carcere, la fuga e la caduta

La vita di Corona cambia radicalmente con le condanne giudiziarie. Tra estorsione, ricatti fotografici e frode fiscale, passa anni tra carcere, domiciliari e comunità terapeutiche.

Fa scalpore nel 2013 la sua fuga all’estero, terminata in Portogallo, dopo la condanna definitiva per il caso Trezeguet. Un episodio che contribuisce a trasformarlo da personaggio gossip a simbolo di un sistema malato.

La rinascita mediatica: social, YouTube e provocazioni

Dopo il ritorno in libertà, Corona tenta una nuova trasformazione. Abbandona in parte il gossip tradizionale e punta su YouTube, podcast e format provocatori come Falsissimo.

Qui riemergono le polemiche: audio diffusi, accuse pubbliche, scontri con personaggi famosi e nuovi procedimenti giudiziari. Ancora una volta, Corona si muove sul confine tra informazione, spettacolo e denuncia.

La serie Netflix: perché arriva ora

La docuserie Netflix arriva in un momento preciso: Corona è tornato centrale nel dibattito pubblico, i social amplificano tutto e il pubblico sembra pronto a riascoltare la sua versione dei fatti.

La serie promette di raccontare non solo gli scandali, ma anche l’uomo dietro il personaggio, mostrando fragilità, ossessioni e il prezzo pagato per una vita vissuta sempre sopra le righe.

Io sono notizia: il trailer ufficiale

Un personaggio che divide (ancora)

Per alcuni è il simbolo di un’epoca decadente del gossip italiano. Per altri è un prodotto coerente di quel sistema mediatico che lui stesso ha contribuito a creare.

Una cosa è certa: anche nel 2026, Fabrizio Corona resta uno dei pochi personaggi capaci di monopolizzare l’attenzione, dividere l’opinione pubblica e trasformare ogni apparizione in un evento.

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