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Erri De Luca, fase 2: «Essere ristretti negli spostamenti non minaccia la libertà»

Fase 2, sblocco del lockdown. Su Adnkronos l’intervista ad Erri De Luca, scrittore, giornalista, poeta e traduttore partenopeo, che prima di diventare un autore di successo ha svolto diversi mestieri: operaio qualificato, magazziniere, muratore e autotrasportatore. L’esordio letterario nel 1989, all’età di 40 anni, con l’uscita del libro, Non ora, non qui, in cui protagonista è il ricordo dell’infanzia trascorsa a Napoli. Erri De Luca, tra gli intellettuali più stimati, si è trovato a commentare una questione urgente, quanto delicata, arrivata anche nell’Aula della Camera dei deputati. Un quesito riguardante il decreto del 4 maggio firmato dal premier Conte. 

Erri de luca

Erri De Luca, fase 2: «Essere ristretti negli spostamenti non minaccia la libertà»

Le rigide misure del governo hanno “distrutto diritti fondamentali, naturali e costituzionali”? Il popolare scrittore non è d’accordo: «Essere ristretti negli spostamenti in questo momento non è ancora una minaccia della libertà. L’unica minaccia consistente della libertà è il divieto di libertà di espressione. Questo è quello che per me segna il discrimine tra il rischio di recessione dei diritti e quelle che sono misure transitorie di precauzione», ha spiegato Erri De Luca, che ha proseguito: «Finché c’è libertà di espressione siamo ancora in democrazia». E proprio il ricorso alla parola «democrazia» (dal greco antico: δῆμος, démos, «popolo» e κράτος, krátos, « potere»), forma di governo in cui il potere è esercitato dal popolo, tramite rappresentanti liberamente eletti, ha innescato nel giornalista un’amara riflessione, che però esula dal Coronavirus.

erri de luca

Il caso dell’Ungheria: «Nuove leggi di censura vietano ogni critica e la riscrittura dei libri di scuola ripropone scrittori antisemiti»

Erri De Luca ha commentato un fatto recente, che forse avrebbe meritato più attenzione da parte dei media: «Come scrive oggi Ezio Mauro in Ungheria nuove leggi di censura vietano ogni critica e la riscrittura dei libri di scuola ripropone scrittori antisemiti e cancella le glorie della letteratura magiara, come il Nobel Imre Kertész. L’aspirante dittatore di Ungheria cancella, dunque, Kertesz, Nobel di letteratura, dai libri di testo. E fa ancora abusivamente parte dell’Europa», ha detto  amaramente lo scrittore. leggi anche l’articolo —> Decreto 4 maggio nodi cruciali, congiunti, rientri fuori regione, seconde case: i dubbi degli italiani

 

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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