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Fase 2 Lombardia, Gori: “La Regione modifica le linee guida e fa saltare la deroga per i familiari”

In Lombardia sono state previste delle regole di distanziamento fisico diverse da quelle nazionali per la fase 2. Nell’ordinanza regionale, in merito alle riaperture delle attività commerciali a partire dal 18 maggio, è stato infatti inserito il mantenimento di un metro di distanza di sicurezza anche per i congiunti che si recano al ristorante. Questo ha creato dei dissidi tra il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e la Regione. “Due persone che dormono insieme dovranno cenare a 1 metro di distanza. E se il tavolo è largo 80 centimetri non potranno sedersi una di fronte all’altra”, ha sottolineato il primo cittadino su Twitter.

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Fase 2 Lombardia, polemica tra Gori e la Regione

E’ quindi polemica tra il sindaco Gori e la Regione Lombardia. Nel suo profilo Twitter, infatti, il primo cittadino ha scritto: “Distanza tra i clienti dei ristoranti. La Regione Lombardia modifica le linee guida del governo e fa saltare la deroga per i familiari. Così due persone che dormono insieme dovranno cenare a 1 metro di distanza. E se il tavolo è largo 80cm non potranno sedersi una di fronte all’altra”. Nelle linee guida lombarde, infatti, è scomparsa una parte di quelle riportate nel provvedimento nazionale. “I tavoli devono essere disposti in modo che le sedute garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro di separazione tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale”, si legge.

Ed è anche logico che sia così. Invece questo passaggio non compare nell’ordinanza regionale firmata dal governatore Attilio Fontana, dove l’unica deroga al distanziamento riguarda “i casi di accompagnamento di minori di sei anni o persone non autosufficienti”.

fase 2 Lombardia

Per il governatore Fontana quella di Gori è una polemica “pretestuosa”

La Regione risponde al primo cittadino bergamasco tramite la voce del suo governatore Attilio Fontana, che definisce le parole di Giorgio Gori una polemica “pretestuosa”. “La nostra scelta è mirata a semplificare la vita dei ristoratori e quella dei cittadini. Abbiamo deciso di puntare su regole uniformi con l’obiettivo di evitare di rendere ancor più complicata la gestione di una situazione emergenziale e, per certi versi, senza precedenti”, dichiara in una nota Fontana. “Se invece, anche in questo caso si vuol far prevalere la critica e la polemica fine a se stessa, allora derubrico questa sua uscita come l’ennesimo attacco politico e pretestuoso alla Regione Lombardia. Senza però evidenziare che da un sindaco, convertitosi al rigore e alla fermezza dopo qualche uscita iniziale a dir poco improvvida, ci si aspetterebbe qualcosa di diverso”.

Fontana fa un chiaro riferimento all’inizio della pandemia. Tra gli altri, anche Gori aveva portato avanti lo slogan “Bergamo non si ferma”, invitando i cittadini a continuare a uscire e frequentare i locali. Gori, ma non solo, ha poi ammesso facendo autocritica di aver sottostimato la pandemia. Ed era inevitabile, visto quello che si è poi trovata ad affrontare la città di Bergamo. >>Tutte le notizie di UrbanPost

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