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Femminicidio Pamela Genini, Soncin chiede scusa alla famiglia in aula: la frase sul “perdono”

05/10/2026 12:11

Il 53enne Gianluca Soncin, unico imputato per il femminicidio della 29enne Pamela Genini, ha chiesto scusa alla famiglia della vittima e ha dichiarato di volersi assumere le proprie responsabilità. Lo ha fatto con dichiarazioni spontanee in aula, durante la terza udienza del processo per l’omicidio dell’ex compagna.

Il femminicidio di Pamela Genini: in aula Gianluca Soncin chiede scusa alla famiglia della vittima

Le scuse in aula

Nella mattinata di lunedì 5 ottobre, prima dell’audizione dei testimoni, Soncin, seduto accanto ai suoi legali, ha chiesto di poter rendere dichiarazioni spontanee. A voce bassa ha letto poche righe scritte a mano su un foglio. Era la prima volta che parlava in aula.

Le parole sul “perdono”

“In questo momento di profondo dolore e grande tristezza desidero rivolgere alla famiglia Genini le mie più sentite scuse”, ha detto alla Corte. E ancora: “So che il perdono è qualcosa che non si può pretendere e comprendo pienamente il peso delle mie azioni, da quel giorno le nostre vite sono profondamente cambiate”. Poi ha aggiunto: “Non mi resta che assumermi fino in fondo le conseguenze per il dolore che ho causato con senso di responsabilità”.

Il fratello di Pamela in aula

In aula, ad ascoltare in silenzio, c’era il fratello della vittima, Nicola Genini. Secondo quanto riportato da La Stampa, l’uomo non ha reagito alle parole dell’imputato. Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati i vicini di casa della ragazza.

Il femminicidio del 14 ottobre 2025

Pamela Genini è stata uccisa la sera del 14 ottobre 2025 nel suo appartamento di via Iglesias, a Milano. Secondo l’accusa, Soncin si era procurato un duplicato delle chiavi di casa ed è entrato nell’abitazione. La giovane si era rifugiata in bagno e, tramite il cellulare, aveva chiesto aiuto a un amico, Francesco Dolci. Soncin è accusato di omicidio pluriaggravato: secondo la ricostruzione dell’accusa, la giovane è stata colpita con 76 coltellate, prima sul terrazzino e poi in casa.

Il secondo filone: la profanazione della tomba

Parallelamente è in corso un secondo filone di indagine che riguarda la profanazione della tomba di Pamela Genini nel cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo, con l’ipotesi di vilipendio di cadavere. Per quei fatti è indagato Francesco Dolci, che si professa estraneo e che parla di giri pericolosi nei quali sarebbe rimasta coinvolta Pamela. Dolci, come ogni indagato, è da ritenersi innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Presunzione di innocenza

Il processo a carico di Gianluca Soncin è in corso: le dichiarazioni rese in aula non costituiscono una sentenza, e resta valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

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Fonte: Virgilio Notizie, con informazioni da La Stampa e Ansa

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