Nei giorni successivi alla tragedia familiare di Finale Ligure, in cui hanno perso la vita Daniele Baruzzo, 59 anni, la moglie Paola Siri, 60 anni, e il figlio Mattia, 14 anni, emergono i racconti di chi conosceva l’uomo, protagonista secondo gli inquirenti dell’omicidio-suicidio avvenuto nell’abitazione di famiglia in via dei Forti di Legnino.

“Un uomo a cui la vita non aveva regalato molto”
Interpellati dal Secolo XIX, gli amici della coppia hanno descritto Daniele Baruzzo come una persona segnata da anni da difficoltà familiari, definendolo un uomo a cui la vita non aveva regalato molto. Chi lo conosceva racconta che la sua quotidianità si divideva tra il lavoro e l’impegno nell’assistere alcuni familiari, senza che questo peso venisse mai condiviso apertamente: mai una lamentela, mai una richiesta di aiuto, ricordano le persone a lui vicine.
Chi erano Paola e Mattia
Paola Siri era un’architetta molto conosciuta e stimata a Finale Ligure, dove gestiva il proprio studio professionale proprio nello stabile in cui si è consumata la tragedia. Daniele Baruzzo lavorava nel settore automotive, alle dipendenze di un’azienda della zona. Il figlio Mattia era invece uno studente, molto legato al mondo del calcio giovanile, dove giocava nelle giovanili del Finale FBC.
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Nessun legame con difficoltà economiche
Secondo le prime informazioni raccolte dagli inquirenti, sarebbero escluse ipotesi legate alla perdita del lavoro o a difficoltà economiche della famiglia, che secondo quanto emerso avrebbe dovuto partire nelle ore successive per una crociera.
Le indagini in corso
Le indagini, coordinate dalla Procura, proseguono per ricostruire con precisione la dinamica e le motivazioni di quanto accaduto, anche alla luce del biglietto lasciato da Baruzzo, il cui contenuto resta al momento riservato.
Il cordoglio della comunità
La notizia ha profondamente scosso l’intera comunità di Finale Ligure. Sulla pagina social del Finale FBC è comparso un messaggio di cordoglio dedicato al giovane Mattia, mentre il club ha sospeso tutte le attività del settore giovanile in segno di rispetto e vicinanza alla famiglia.
Fonte: Il Secolo XIX, Il Fatto Quotidiano, La Voce di Genova, SavonaNews
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