in

Video incidente Funivia Mottarone, la Procura chiede la rimozione: “Portate rispetto alle vittime”

Poco più di un minuto di immagini. Un solo minuto a raccontare nel dettaglio la tragedia avvenuta lo scorso 23 maggio sulla funivia Mottarone. Il Tg3 e il Tg 7 hanno deciso di mandare in onda in esclusiva lo spaventoso video immortalato dalle telecamere di sorveglianza. Il momento nel quale la fune si spezza, la cabina ribalza, si rovescia su se stessa e precipita a una velocità folle. La scelta di pubblicare il video della funivia Mottarone, tuttavia, è stata definita illegittima e inopportuna dalla procuratrice di Verbania Olimpia Bossi.

funivia del Mottarone

Funivia Mottarone video, le immagini degli ultimi momenti

Mancavano solo pochi metri all’arrivo. Ma d’un tratto la cabina si rovescia su se stessa e precipita, velocissima, a un centinaio di metri. Scarrucola, e precipita. Nel video della funivia Mottarone ogni passaggio lo si può analizzare perfettamente. Allo stesso tempo si vede una persona che attende i turisti alla stazione, e che accorgendosi di quanto stesse succedendo subito cerca un mezzo di comunicazione per allertare dell’incidente. Un video che, probabilmente, non era ancora il momento di pubblicare. Tanto che la procuratrice di Verbania ha definito la scelta “illegittima e inopportuna”.

Questo, anche se gli atti “non più coperti da segreto in quanto noti agli indagati”, ha scritto in un comunicato. Nonostante questo, però, è “comunque vietata la pubblicazione anche parziale” ai sensi dell’articolo 114, comma 2 del codice di procedura penale, “trattandosi di atti relativi a procedimento in fase di indagini preliminari“. Il che, tradotto, significa che non potrebbero essere riportati dalla stampa. “Ancor più del dato normativo mi preme sottolineare la assoluta inopportunità della pubblicazione di tali riprese per il doveroso rispetto che tutti, prati processuali, inquirenti e organi di informazione, siamo tenuti a portare alle vittime. Al dolore delle loro famiglie, al cordoglio di una intera comunità”, ha dichiarato inoltre il magistrato Olimpia Bossi.

ARTICOLO | Funivia del Mottarone, parlano gli addetti: «Giri di prova con turisti a bordo»

ARTICOLO | L’operaio della Funivia Stresa-Mottarone: “Non siamo criminali, prendevamo gli ordini e basta”

La risposta della Procura

Le immagini pubblicate, poi, non erano state mai viste dalle famiglie delle 14 vittime causate dall’incidente avvenuto sulla Funivia Mottarone. “Portare a conoscenza degli indagati e dei loro difensori gli atti del procedimento a loro carico nelle fasi processuali in cui ciò è previsto-si legge inoltre nel comunicato- non significa, per ciò stesso, autorizzare ed avallare l’indiscriminata divulgazione del loro contenuto agli organi di informazione. Soprattutto, come in questo caso, in cui si tratti di immagini dal fortissimo impatto emotivo. Oltretutto mai portati a conoscenza neppure dei familiari delle vittime la cui sofferenza come è intuitiva comprensione non può e non deve essere ulteriormente acuita da iniziative come questa.

Tali immagini contenute in un file video risultavano depositate, unitamente a tutti gli atti di indagine, all’atto della richiesta di convalida del fermo e di applicazione di misura cautelare. Con diritto degli indagati e dei rispettivi difensori di prenderne visione ed estrarre copia, diritti ampiamente esercitati. Si tratta, tuttavia di immagini di cui è comunque vietata la pubblicazione, anche parziale. Questo poichè sono atti che, benché non più coperti dal segreto in quanto nota gli indagati, sono relativi a procedimento in fase di indagini preliminari. Ma ancor più del dato normativo mi preme sottolineare l’assoluta inopportunità della pubblicazione di tali riprese che ritraggono gli ultimi drammatici istanti di vita dei passeggeri della funivia precipitata il 23 maggio scorso perché sul Mottarone”, ha ribadito inoltre il pm Bossi. >> Tutte le notizie di UrbanPost

Crollo Barletta

Barletta, crolla una palazzina in via Curci: ci sono dei feriti

green pass europeo

Green pass europeo oggi l’approvazione, 99% dell’Italia in zona bianca