“Non sto difendendo Sempio, sto difendendo un principio dattiloscopico. E quello che si vede è che l’impronta 33 non è attribuibile né a Sempio né ad altri”. Lo dice Luigi Bisogno, il dattiloscopista incaricato dalla difesa di Andrea Sempio di analizzare la traccia 33, in un’intervista all’AGI. La sua relazione sarà depositata entro il 18 ottobre, in replica alle conclusioni della Procura di Pavia. Tutte le novità sono nella sezione Garlasco.

Cos’è l’impronta 33
L’impronta 33 è una traccia parziale di mano destra rilevata dal Ris di Parma sulla parete destra delle scale in cui venne trovato il corpo di Chiara Poggi, nella villetta di Garlasco. Solo negli ultimi mesi la Procura l’ha dichiarata compatibile con il palmo di Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta.
15 minuzie contro 10 punti
Per i consulenti dattiloscopici della Procura di Pavia, Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli, le minuzie riscontrate sulla traccia, quindici, sono riconducibili alla mano di Sempio. Bisogno, che ha alle spalle 25 anni di carriera e oltre mille identificazioni, sostiene che il dato quantitativo non basti: “Ho trovato dieci punti di corrispondenza che tuttavia non stabiliscono un’identità dattiloscopica”, spiega.
“Il buon dattiloscopista guarda ciò che non c’è”
Il ragionamento del consulente è che l’esperto non debba limitarsi a contare le corrispondenze, ma valutare soprattutto le difformità. I parametri, afferma, non sono i punti di corrispondenza in sé: vanno valutati per forma, posizione e direzione, e non devono lasciare dubbi sulla particolarità del dettaglio. “Le corrispondenze di dettaglio che servono per l’identificazione in questo caso non ci sono”, aggiunge.
La questione del sangue
Un altro consulente della difesa, la criminalista e dattiloscopista Katia Sartori, interviene sul tema del sangue: il Ris nel 2007 eseguì sull’impronta un test Obti con esito negativo. Secondo la difesa, se ci fosse stato sangue il test sarebbe risultato positivo, mentre altri ritengono che ninidrina e calce possano aver inibito l’esame. È uno dei punti su cui si confrontano gli esperti.
Cinque consulenze pronte
La difesa di Sempio ha pronte altre cinque consulenze da depositare in risposta agli ultimi accertamenti della Procura, comprese quelle sulle tracce scarpate. Nella relazione di Bisogno si parla anche della richiesta di una perizia super partes: la difesa valuta di chiedere un incidente probatorio sulla traccia 33.
Un quadro che resta contestato
Il confronto tra esperti è aperto. Anche i consulenti della famiglia di Chiara Poggi avevano sostenuto, in una consulenza precedente, che il frammento 33 non fosse utile per i confronti dattiloscopici. Si tratta di opinioni di parte, che dovranno essere valutate dal giudice: per tutte le persone citate vale la presunzione di innocenza.
Fonte: AGI, Il Giornale d’Italia, Libero Quotidiano, Fanpage.it, Il Mattino, Bigodino