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Dal limite sui consumi ai distacchi delle utenze: cosa succede se scatta lo stato di emergenza per il gas

Cosa succederà all’Italia se si opterà per il blocco del gas proveniente dalla Russia? Dopo aver abbandonato lo stato di emergenza sanitaria, ora il nostro Paese si prepara ad affrontarne uno nuovo che potrebbe prevedere la possibilità di limitare i consumi, fino ad arrivare a distacchi parziali delle utenze. Vediamo di cosa si tratta.

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Gas dalla Russia, cosa comporterebbe il blocco delle forniture

“Il rischio di non riempire completamente gli stoccaggi potrebbe esserci”, ha affermato Stefano Besseghini, presidente di Arera, tracciando i possibili scenari che potrebbero presentarsi nei prossimi mesi. Al Corriere della Sera, infatti, ha spiegato che il rischio è che l’Italia non riesca a ricostruire gli stock di gas naturale in caso di interruzione delle forniture provenienti dalla Russia. E l’ipotesi del blocco, a oggi, non è così lontana. Se così fosse, bisognerebbe capire quanto l’Italia riuscirà a recuperare dagli accordi stilati con gli altri Paesi come Algeria, Angola, Congo. Accordi che, in ogni caso, non avranno effetti immediati e anzi, per alcuni bisognerà aspettare addirittura il 2023 prima di raccogliere qualche risultato.

In caso di stop alle forniture del gas russo, quindi, secondo Besseghini, “entreremmo quasi certamente in uno scenario di emergenza, quindi scatterebbe un protocollo che prevede dei distacchi di carico e delle prevalenze tra le utenze”. Chiaramente, a oggi i possibili dettagli di uno scenario di questo tipo non sono ancora pubblici. Si ipotizza, tuttavia, che si possa arrivare a una limitazione dell’illuminazione notturna e alla riduzione dell’utilizzo dei riscaldamenti (o dell’aria condizionata vista la stagione in arrivo). L’intensità delle operazioni, però, dipenderà dalla situazione al momento del blocco, e dalla vicinanza all’inverno.

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Gas dalla Russia, per quanto potrebbe essere autonoma l’Italia

Teoricamente, i tagli non dovrebbero colpire i servizi pubblici, sanitari e il settore industriale. “Altri consumi elettrici non indispensabili”, invece, “verrebbero in qualche maniera gestiti”, ha sottolineato il presidente di Arera. La domanda che tutti, ormai da settimane, si stanno ponendo, però, è: l’Italia potrebbe rivelarsi autonoma in caso di stop delle forniture del gas russo? Secondo Bessenghi, tutto dipenderà dal momento in cui arriverà la decisione dell’Unione europea o della Russia stessa, dalla domanda e dal livello di riempimento. In generale, però, si può dire che il nostro Paese ha a disposizione scorte per “almeno dieci settimane“.

Il blocco, infine, potrebbe portare un ulteriore aumento dei prezzi. Proprio per questo uno dei temi sul tavolo oggi è l’ipotesi di imporre un tetto al costo del gas. E secondo il presidente di Arera, la decisione dovrebbe arrivare a libello europeo, perché se fosse solamente nazionale sarebbe “un grandissimo rischio”. Oppure, l’altra opzione sarebbe quella di calcolare il rischio di crescita del costo senza il gas russo, valutando gli indennizzi per gli operatori. Una strada, questa, che “farebbe scendere i prezzi”. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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