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Giorgio Galli, il “testamento” sul potere delle multinazionali negli Stati non democratici

Giorgio Galli, insigne politologo, è morto ieri 27 dicembre 2020 a Camogli (Genova) a causa di un malore improvviso. Aveva 92 anni. Docente universitario, autore di numerose pubblicazioni ed editorialista per i più prestigiosi giornali italiani ed europei, è stato uno dei massimi esperti di politica italiana.

giorgio galli

Giorgio Galli, la sua attività di scrittore e divulgatore

Nato a Milano nel 1928, Giorgio Galli inizia a pubblicare giovanissimo. Nella sua vasta produzione ci sono importanti studi sul nazismo, il totalitarismo e le influenze esoteriche. Galli è stato per oltre 30 anni professore di storia delle dottrine politiche all’Università Statale di Milano e ha dedicato gran parte del suo lavoro all’analisi del sistema politico italiano, esplorando in particolare il complesso intreccio di vicende storico-politiche e dottrine e tradizioni culturali antiche e profonde. È stato direttore della rivista “The Mill” dal 1965 al 1969.

Ha pubblicato molti libri. Meritano di essere ricordati il primo, “Storia del Partito Comunista Italiano” (1953), ripubblicato per ben tre volte in un cinquantennio. Il monumentale “Storia della società italiana dall’unità ad oggi –  i partiti politici”, pubblicato per UTET nel 1974. E poi “Hitler e il nazismo magico (1989)”, “la Destra in Italia (1993), “La politica e i maghi. Da Richelieu a Clinton” (1995) e, con Giuliano Boaretto, “Magic dawn. Le elezioni italiane e la New Age della scienza politica” (1996), “Pasolini comunista dissidente. Attualità di un pensiero politico” (2010). Uno dei suoi libri più recenti è “Arricchirsi impoverendosi. Multinazionali e capitale finanziario nella crisi infinita (2018). Tema, quello delle multinazionali e del potere, ripreso anche nel suo ultimo lavoro.

Il testamento di Giorgio Galli: uno studio sul potere delle multinazionali dei paesi non democratici

Da grande studioso delle democrazie quale Giorgio Galli era, l’ultimo contributo non poteva non essere sulla nuova guerra di potere nelle “non” democrazie, quella economica. Il suo ultimo lavoro, scritto a quattro mani con Mario Caligiuri, era stato pubblicato da poco da Rubbettino e si intitola “Il potere che sta conquistando il mondo” una riflessione sul ruolo delle multinazionali nate in paesi non democratici.
Nel libro Galli e Caligiuri analizzano il ruolo delle multinazionali cinesi, russe, brasiliane, indiane e islamiche approfondendo i rapporti con i fondi sovrani e la criminalità, i paradisi fiscali e la politica energetica.

L’esito per nulla scontato del lavoro è che alla fine, in una situazione complessa come quella attuale, più che il mercato è di nuovo lo Stato a essere protagonista nel XXI secolo, poiché queste multinazionali sono in gran parte subordinate ai governi nazionali. Il libro completa la riflessione sviluppata nel suo libro precedente, scritto anch’esso a quattro mani con Caligiuri ed edito sempre da Rubbettino dal titolo “Come si comanda il mondo” in cui si dimostrava la prevalenza dei leader della finanza su quelli della politica dei paesi democratici.

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