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Giornata Mondiale dei Diritti Umani 2016: dal 1948 a oggi una battaglia non ancora vinta

Ricorre oggi, 10 dicembre 2016, in tutto il mondo la Giornata Mondiale dei Diritti Umani 2016; questa celebrazione, che vuole sancire la fondamentale importanza dei diritti di tutti gli uomini, è stata istituita formalmente nel 1950 durante il 317° meeting globale dell’Assemblea delle Nazioni Unite. La scelta della data è caduta sul 10 dicembre proprio perché solo due anni prima, nel 1948, l’Assemblea Generale dell’Onu promulgava in questo giorno la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, un testo di fondamentale importanza volto a sancire universalmente i diritti individuali dell’uomo a seguito dell’immane tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Esso è stato infatti il primo documento, nel tempo e nello spazio, a sancire quali fossero i diritti intoccabili dell’essere umano.

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza” proclama il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che con poche e semplici parole elimina secoli di disuguaglianze causate da divisioni di etnia, razza, religione, genere o orientamento. Anche se ancora, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani 2016, moltissimo c’è da fare per rendere effettivo questo articolo, è di fondamentale importanza che la nostra cultura lo conosca come assioma imprescindibile di convivenza.

Le operazioni per rendere davvero effettivo questo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sono sempre in movimento, soprattutto tra le organizzazioni sovranazionali come l’Unione Europea che, come ricorda Federica Mogherini, Alto Rappresentante per la Politica Estera della UE, desidera “continuare a svolgere un ruolo guida nel promuovere un ordine globale basato sulle norme e incentrato sul rispetto dei diritti umani”. Il prossimo anno continuerà infatti “il follow-up della nuova strategia globale per la politica estera e di sicurezza, avviata nel giugno 2016, promuovendo il rispetto dei diritti umani all’interno e all’esterno dell’UE” e garantendo “il massimo livello di protezione dei diritti umani dei migranti e dei rifugiati”. Dal 2015 infatti l’Unione Europea ha fatto partire un progetto volto a tutelare e garantire i diritti umani e la democrazia che si concluderà nel 2019 e che impegna gli Stati a “combattere la tortura e i maltrattamenti e proteggere i diritti dei minori”.

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