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Governo Conte, rimpasto in estate? I ministri che rischiano di “saltare”

Governo Conte rimpasto. Si parla con insistenza nei corridoi dei palazzi romani di un possibile rimpasto, in estate, per l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte. E sarebbe proprio il premier a spingere per un mini valzer di poltrone: obiettivo, tranquillizzare Italia Viva, vera e propria spina nel fianco dell’esecutivo durante questi primi mesi del 2020 e far uscire del Cdm alcuni nomi non troppo “popolari” nemmeno all’interno del loro stesso partito. Di quali ministri parliamo, se davvero in estate rimpasto sarà? E poi, siamo davvero sicuri che Conte voglia mettere così a nudo la debolezza del suo esecutivo, rischiando di consegnarlo ad una fine anticipata e non troppo distante? La storia insegna, tutti i rimpasti di governo nella storia repubblicana hanno portato dritti e veloci alla crisi.

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Governo Conte rimpasto, i ministri “a rischio”

Queste le poltrone più a rischio nel Conte bis, secondo i rumors di palazzo. Al primo posto c’è Lucia Azzolina, criticata a più riprese per una gestione definita “dilettantistica e confusa” dello strategico ministero dell’Istruzione. Poi c’è Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, ancora sotto attacco per la vicenda del presunto cedimento alle pressioni dei “boss” nella nomina del nuovo capo del DAP, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nel 2018. Poi c’è la Paola De Micheli, che a quanto pare non è molto amata nemmeno dentro al suo partito nel ruolo di ministro delle Infrastrutture. Tra le new entry possibili, invece, si fa con insistenza il nome del deputato di Italia Viva Luigi Marattin, economista e già consigliere economico di Palazzo Chigi nell’era Renzi. Ma c’è un fatto ben più importante che emerge in queste ore: a volere il rimpasto sembra essere soprattuto il premier Conte e il suo stretto entourage.

Dall’opposizione nessun commento tranne quelli di Forza Italia, da più osservatori vista come “disponibile” anche ad un eventuale sostegno esterno al Conte bis, se dovesse cambiare la linea politica sul fronte economico definita al momento dagli azzurri “assistenzialismo puro”.  Maurizio Lupi, eletto con gli azzurri e ora a capo di una piccola pattuglia di deputati, si dice a dir poco perplesso. «Io non capisco – confessa al Giornaleperché il Cav si chiede voglia fare il responsabile con un governo di irresponsabili?! Io ho dieci deputati e non posso fare molto, ma questa è una pioggia di soldi, per puro assistenzialismo. Pure le biciclette! Tutti debiti per tamponare i prossimi due mesi. E poi quando i soldi finiranno, che si fa? Altro che rimpasto, qui fra un po’ saranno le rivolte sociali a cambiare il quadro politico».

Governo Conte rimpasto, Crimi (M5S): “Per noi non esiste governo diverso da questo”

“Non esiste un governo diverso da questo, e di rimpasto si parla dal giugno 2018. Ma in due anni si è solo dimesso un ministro: cambi della squadra non sono pensabili”. “Forse qualcuno parla di rimpasto per mettere in difficoltà il suo stesso partito…”. Così, intervistato dal ‘Fatto Quotidiano’, il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi. Parlando di Italia Viva e di come si comporterà sul voto di sfiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il leader M5S afferma: “Con Italia Viva le distanze c’erano e ci sono. Ma in una fase come questa dobbiamo lavorare tutti assieme”. Alla domanda se Bonafede lascerà il ruolo di capo delegazione del Movimento 5 Stelle, Crimi risponde: “Assolutamente no”.

Prudenza, se non diffidenza, anche dal Partito Democratico. «Ho parlato con il Quirinale – dice il sottosegretario Dem Martella – e lassù non pensano che ci siano le condizioni per un altro governo, per un esecutivo Draghi. Ci consigliano di fare di più, nella speranza che basti per risollevare il paese. Il rimpasto? Lasciamo stare, si creerebbero solo scontenti. Ci sono solo due opzioni: questo governo o le elezioni. Draghi potrebbe arrivare solo se si profilasse un disastro. Ma è un motivo in più per fare gli scongiuri».>> Tutte le notizie di politica italiana

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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