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E’ totonomi sui sottosegretari: come se li divideranno all’interno della maggioranza?

Come verranno suddivisi i quaranta sottosegretari del governo Draghi? Non è semplice dirlo. “Una volta era più facile perchè esistevano i partiti. Ora è complicato anche con il mio manuale…”, ha confessato Massimiliano Cencelli, autore dell’omonimo Manuale Cencelli sulla distribuzione del potere. Secondo quanto si vocifera tra Camera e Senato, però, dovrebbero andare 13 incarichi al Movimento 5 Stelle, 7 rispettivamente a Partito Democratico, Lega e Forza Italia. Infine, 6 dovrebbero arrivare agli altri: 2 a Italia Viva, 1 a Leu e 3 ai partiti più piccoli. La possibilità che qualche posto se lo aggiudichino dei tecnici, però, rimane dietro l’angolo…

>> Leggi anche: Gli attivisti del Movimento 5 Stelle ora vogliono la testa di Vito Crimi

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Governo Draghi, la sfida dei sottosegretari

Sicuramente, dopo la fiducia al governo, Mario Draghi vorrà chiudere anche il dossier dei sottosegretari. Ci si aspetta, quindi, che la lista arrivi entro la fine di questa settimana. Il Movimento 5 Stelle pare stia puntando al ministero dell’Interno con i nomi di Vito Crimi e di Carlo Sibilia. Ma anche allo Sviluppo economico con Stefano Buffagini, viceministro uscente che è in ottimi rapporti con Giancarlo Giorgetti. Per quanto riguarda l’Economia, invece, la favorita sarebbe Laura Castelli, la vice di Roberto Gualtieri e sottosegretaria di Giovanni Tria. Si parla poi di Francesa Businarolo nel ruolo di sottosegretaria al ministero della Giustizia, di Maria Domenica Castellone per il dicastero della Salute, di Luca Frusone alla Difesa. Restano in gioco, però, anche Giancarlo Cancellieri per le Infrastrutture o per il Sud, Vittoria Baldino sempre per gli Interni e Luca Carabetta per la figura di sottosegretario al ministero della Transazione ecologica.

La vera sfida si consumerà in casa dem: dopo la figuraccia del Partito Democratico, che non ha presentato nemmeno una donna per i ministeri del governo Draghi, Zingaretti sarà costretto a puntare sugli equilibri di genere. Tra i nomi più papabili, al momento, sembrano esserci quello di Matteo Mauri per gli Interni, di Antonio Misani per l’Economia, di Marina Sereni, già viceministra degli affari Esteri e della cooperazione internazionale nel Conte bis, per gli Esteri. Poi ancora in corsa ci sarebbero Anna Ascani per l’Istruzione, Andrea Giorgis per la Giustizia, Simona Malpezzi per i Rapporti con il Parlamento. Infine, il PD potrebbe proporre Gianpaolo Manzella al Mise, così come Alessia Morani, e Sandra Zampa alla Salute. Tra le novità, potrebbero esserci Marianna Madia all’Economia, Valeria Valente alla Giustizia e Chiara Braga all’Ambiente. Insomma: questa volta il Partito Democratico è, casualmente, riuscito a trovare molte donne da proporre. Più che uomini.

draghi scuola

I candidati di Lega e Forza Italia

Per quanto riguarda la Lega, Matteo Salvini cercherà in tutti i modi di mettere uno dei suoi al ministero dell’Interno. La sfida è aperta tra Nicola Molteni e Stefano Candiani al momento. Alle Infrastrutture, invece, potrebbe fare il suo ritorno Riccardo Rixi, proprio come ai tempi della coalizione giallo-verde. Tra i corridoi dei Palazzoni Romani, poi, pare che giri il nome di Gian Marco Centinaio, già ministro alle Politiche agricole nel Conte I, per il dicastero della Salute. Infine, per l’Economia, potrebbero essere presentati i nomi di Massimo Bitonci, Alberto Gusmeroli ed Erica Rivolta. Dai banchi di Forza Italia arriva invece il nome di Francesco Paolo Sisto per il ruolo di sottosegretario alla Giustizia. Ma non si esclude nemmeno la possibilità di far sedere su quella poltrona un altro ex, Giacomo Caliendo, già vice durante il governo Berlusconi IV.

Gli Esteri potrebbero invece essere stati promessi a Velentino Valentini, Maria Rizzotto potrebbe essere in gara per la Salute e, infine, il nome di Gabriella Giammanco è emerso per le Pari opportunità.

Rimangono così Italia Viva, Leu e i partiti più piccoli. Tra i renziani stanno spiccando i nomi di Gennaro Migliore per la Giustizia, come nei governi Renzi e Gentiloni, e della fedelissima del senatore fiorentino Maria Elena Boschi per gli Esteri, o magari per le Infrastrutture. Ettore Rosato, poi, potrebbe essere proposto agli Interni. Con la bandiera di Liberi e Uguali, infine, stanno gareggiando Rossella Muroni per la Transizione ecologica, Cecilia Guerra, già viceministra del Lavoro con Letta e sottosegretaria all’Economia nel Conte bis, per l’Economia. Francesco Laforgia, in conclusione, potrebbe ricevere la nomina di sottosegretario al Lavoro. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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