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Dove non servirà il Green Pass dal primo febbraio: verso l’intesa sulla lista delle attività

C’è sintonia sui negozi in cui si potrà accedere senza Green Pass base. Al termine di una lunga riunione tecnica a Palazzo Chigi sul nuovo Dpcm, ancora in via di definizione, si sarebbe giunti ad un’intesa su una lista “non troppo lunga” di attività che continueranno a essere “pass free”. Non solo negozi di alimentari, ma anche ottici e  venditori di pelle o legna. In forse il via libera per edicole e tabaccai: i no Green Pass potrebbero infatti avvalersi di distributori automatici. Per le strutture al chiuso, come le librerie la certificazione verde sarà obbligatoria.

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Dove non servirà il Green Pass dal primo febbraio: verso l’intesa sulla lista delle attività

Alla fine di un confronto tecnico a Palazzo Chigi si sarebbe convenuto su una lista non troppo lunga di acquisti che continueranno ad essere pass free. Oltre ad alimentari e sanitari, ci sarebbero anche i negozi di ottica o l’acquisto di pellet o legna per il riscaldamento, così come i carburanti. In discussione ancora l’esenzione dal green pass anche per le edicole all’aperto, i mercati rionali, i commercianti ambulanti. Il nuovo Dpcm, in sostanza, dovrebbe distinguere tra attività commerciali all’aperto e al chiuso e individuare quelle necessarie “per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona” solo nell’ambito delle attività al chiuso. Un approccio che troverebbe il favore anche del Mise. Acquisti nei mercati, dagli ambulanti, ma anche nelle edicole, dovrebbero quindi essere permessi senza Green pass. Idem per i benzinai, che son comunque all’aperto. Al di là degli acquisti di alimentari, resteranno “pass free” anche farmacie, parafarmacie e ottici. Non sarà necessario il Pass base nemmeno per accedere ai negozi che vendono cibo o articoli per la cura degli animali. In forse restano i centri commerciali: il dibattito è aperto.

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Nel prossimo decreto previsti anche ristori

La sottosegretaria all’Economia Alessandra Sartore, in un’ intervista al «Messaggero», ha annunciato infine che nel prossimo decreto legge sono previsti ristori, limitatamente “ai settori chiusi dai provvedimenti del governo: sale da ballo, discoteche, ma anche sport e cinema e più in generale il settore spettacolo che hanno avuto una riduzione significativa di entrate”. La stessa ha parlato anche di ampio sostegno al turismo. Leggi anche l’articolo —> Omicron, come curarsi a casa: i farmaci da prendere e gli errori da evitare

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