Nelle ore successive alla sua scomparsa, arriva un’ultima, commovente testimonianza di Francesco Guccini, affidata al racconto del proprio ultimo libro, “Calde le pere!”, a cui il cantautore aveva lavorato fino al 23 luglio scorso, appena due settimane prima della morte.

“Le parole sono importanti, ci fanno imparare ad amare”
Parlando del romanzo con il proprio editor, Paolo Iacuzzi, che lo ha accompagnato in quella che si è rivelata la sua ultima avventura letteraria, Guccini aveva raccontato come nel libro fosse racchiuso un omaggio a Pavana, il paese dell’Appennino pistoiese dove è nato e cresciuto. Nel racconto, spiegava, si era lasciato andare all’immaginazione poetica della brezza che dalla sorgente del Reno attraversa boschi e prati, scegliendo di nominare erbe, fiori e frutti con gli stessi termini in dialetto pavanese già utilizzati in altre sue opere, perché le parole, diceva, sono importanti, e il loro suono è quello con cui abbiamo imparato ad amare le cose.
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Un romanzo nato da un racconto di un amico
Lo stesso Guccini aveva raccontato la genesi del libro, nato da un brogliaccio raccontatogli da un amico, che ne aveva ricavato anche uno spettacolo di cabaret. Al centro della trama, due storie che lo avevano particolarmente affascinato: quella di una ragazza in bicicletta e quella di una fanciulla che rimane incinta facendo il bagno nel Reno, all’epoca in cui Casalecchio sul Reno rappresentava il vero e proprio Lido di Bologna, capace di richiamare oltre diecimila persone al giorno durante l’estate.
Il legame con il fiume della sua vita
Guccini aveva inoltre ribadito l’importanza, per lui, di conservare le parole del dialetto locale, salvando ogni nome legato alla propria terra. Parlando del Reno, definito il fiume della sua vita e protagonista di tante sue canzoni, aveva raccontato di essersi domandato, in queste pagine, se fosse mai esistita una “marineria” propria di quel corso d’acqua, che considerava l’asse ideale incrociato con quello della Via Emilia.
In un passaggio particolarmente toccante, oggi letto come una sorta di testamento spirituale, Guccini si era immaginato disteso proprio in quel fiume, con la testa tra i prati di Pavana, i piedi rivolti verso Modena e Bologna, e le braccia distese ad abbracciare i boschi della sua terra.
Un romanzo che uscirà postumo a settembre
“Calde le pere!” sarà pubblicato postumo dalla casa editrice Giunti proprio nel mese di settembre, lo stesso periodo in cui la famiglia ha annunciato l’organizzazione della cerimonia commemorativa pubblica dedicata al cantautore. Un’ultima opera che si aggiunge idealmente ai suoi precedenti lavori narrativi, tra cui il giallo “Vola Golondrina”, scritto insieme allo storico collaboratore Loriano Macchiavelli.
Un’eredità di parole che restano
Queste ultime riflessioni di Francesco Guccini, raccolte a poche settimane dalla sua scomparsa, restituiscono ancora una volta l’immagine di un artista capace, fino agli ultimi giorni della propria vita, di intrecciare memoria, dialetto e affetto per la propria terra d’origine, lasciando in eredità non solo canzoni entrate nella storia, ma anche un’ultima, intensa testimonianza scritta sul potere delle parole di farci amare il mondo.
Fonte: Ansa