
I lavoratori dello spettacolo conoscono bene una realtà fatta di contratti brevi, pause forzate e periodi senza reddito. Proprio per rispondere a questa discontinuità strutturale, l’INPS ha introdotto una misura specifica di sostegno al reddito: l’indennità di discontinuità.
Attiva in modo strutturale dal 2024, l’indennità resta uno strumento centrale anche nel 2026 per chi opera nel mondo dello spettacolo e si trova temporaneamente senza lavoro.
Cos’è l’indennità di discontinuità INPS
L’indennità di discontinuità è un sostegno economico destinato ai lavoratori dello spettacolo che alternano periodi di attività a fasi di inattività non coperte da altri ammortizzatori sociali.
La misura è stata introdotta dal decreto legislativo n. 175/2023 e viene erogata dall’INPS su domanda, in un’unica soluzione annuale.
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A chi spetta l’indennità di discontinuità
Possono richiedere l’indennità i lavoratori iscritti al Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo che rientrano in una delle seguenti categorie:
– lavoratori autonomi dello spettacolo;
– collaboratori coordinati e continuativi (Co.co.co.);
– lavoratori subordinati a tempo determinato del settore spettacolo;
– lavoratori intermittenti a tempo indeterminato, purché non titolari dell’indennità di disponibilità.
La misura è pensata per chi vive concretamente la discontinuità lavorativa tipica del settore artistico, tecnico e creativo.
Requisiti richiesti nel 2026
Per accedere all’indennità di discontinuità nel 2026 è necessario rispettare alcuni requisiti precisi, verificati dall’INPS sulla base dell’anno solare precedente.
- Il reddito complessivo assoggettabile a IRPEF non deve superare i 35.000 euro.
Devono risultare almeno 51 giornate di contribuzione al Fondo Spettacolo nell’anno precedente. - Per gli attori del settore cinema e audiovisivo il requisito contributivo è ridotto: bastano 15 giornate nell’anno precedente oppure 30 giornate complessive negli ultimi due anni.
- È inoltre richiesto che la maggior parte del reddito derivi da attività svolte nel settore dello spettacolo.
Quanto dura e come viene calcolata
L’indennità di discontinuità copre un numero di giornate pari a un terzo delle giornate di contribuzione accreditate nell’anno precedente.
Dal conteggio sono escluse le giornate già coperte da altre indennità o prestazioni previdenziali. L’importo viene liquidato in un’unica soluzione direttamente dall’INPS.
Quando e come presentare domanda
La domanda deve essere presentata ogni anno entro il 30 aprile.
La richiesta può essere inoltrata esclusivamente in modalità telematica attraverso:
– il portale INPS con credenziali SPID, CIE o CNS;
– i Patronati;
– il Contact Center INPS.
Il servizio online consente non solo di inviare la domanda, ma anche di monitorarne lo stato e verificare i pagamenti una volta che la richiesta risulta accolta.
Attenzione alle dichiarazioni obbligatorie
Durante la compilazione della domanda è necessario spuntare tutte le dichiarazioni di responsabilità richieste dall’INPS, incluse quelle relative al regime fiscale e alla non cumulabilità con altre prestazioni incompatibili, come l’Assegno Ordinario di Invalidità.
Senza la conferma delle dichiarazioni obbligatorie e dell’informativa privacy, la domanda non può essere inviata.
Guida ufficiale INPS: perché consultarla
Per evitare errori nella compilazione, l’INPS mette a disposizione una guida ufficiale passo passo che spiega ogni fase: dall’accesso al servizio fino alla consultazione dei pagamenti.
Seguire il tutorial ufficiale riduce il rischio di rigetti o rallentamenti nell’erogazione dell’indennità Inps.
Una tutela pensata per un settore fragile
L’indennità di discontinuità rappresenta un riconoscimento concreto della specificità del lavoro nello spettacolo, caratterizzato da precarietà strutturale e ciclicità.
Conoscere requisiti, scadenze e modalità di accesso è fondamentale per non perdere un diritto che può fare la differenza nei periodi di inattività.
