Vai al contenuto

Firenze, la mamma di Kata condannata a 2 anni e 4 mesi: ferì al volto una donna con un oggetto tagliente al Tenax

07/10/2026 08:55

Katherine Alvarez, la madre di Kata, la bambina peruviana di cinque anni scomparsa dall’ex hotel Astor di Firenze il 10 giugno 2023, è stata condannata a 2 anni e 4 mesi per aver ferito un’altra donna in una discoteca fiorentina. La sentenza è stata pronunciata il 6 ottobre dal giudice Alessandro Azzaroli, al termine del processo celebrato con rito abbreviato.

Katherine Alvarez, la madre di Kata, condannata a 2 anni e 4 mesi per aver ferito una donna al Tenax di Firenze

I fatti del Tenax

I fatti risalgono alla notte del 20 novembre 2023, pochi mesi dopo la scomparsa della bambina, e avvennero al Tenax di via Pratese. Secondo la ricostruzione dell’accusa, le due donne avevano avuto un primo alterco e si erano poi incontrate nuovamente nei bagni del locale. La discussione sarebbe degenerata: Alvarez avrebbe afferrato l’altra per i capelli, abbassandole la testa, per poi colpirla più volte al volto con un oggetto tagliente.

La ferita e le conseguenze

L’intervento degli addetti alla sicurezza interruppe la lite. La donna ferita fu accompagnata a ricevere le cure mediche: riportò cinque tagli al volto, tra la guancia e la parte alta della testa, che richiesero 18 punti di sutura. La prognosi iniziale fu di 20 giorni e sul viso rimase una cicatrice. Alla madre di Kata era stata contestata una lesione permanente al volto, aggravata dall’uso di un oggetto tagliente.

L’oggetto mai trovato

L’oggetto utilizzato non è mai stato recuperato. Nel procedimento si è parlato di un corpo appuntito e tagliente, con l’ipotesi che potesse trattarsi di un piccolo coltello o della linguetta di una lattina. Non è stato quindi trovato un coltello riconducibile con certezza all’episodio.

La versione della difesa

Alvarez ha fornito una versione diversa, sostenendo di essere stata aggredita per prima e di essersi difesa, e ha negato di avere con sé un coltello. La difesa, affidata all’avvocato Lorenzo Tombelli, ha evidenziato la gravità concreta delle conseguenze riportate dalla vittima. Anche la Procura, pur chiedendo la condanna, aveva riconosciuto la tenuità della lesione, ritenendo che la cicatrice non avesse provocato una sensibile alterazione dei lineamenti del viso. Sono state riconosciute le attenuanti generiche.

La provvisionale e le prossime tappe

La condanna è arrivata in linea con la richiesta del procuratore Gabriele Mazzotta. La vittima, costituita parte civile con l’avvocata Simona Ricci, riceverà una provvisionale immediatamente esecutiva di 5mila euro, mentre l’eventuale ulteriore risarcimento dovrà essere quantificato in sede civile. Le motivazioni della sentenza dovrebbero essere depositate entro 90 giorni e la difesa potrà poi valutare se presentare appello. Trattandosi di una sentenza di primo grado, resta valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

Nessun legame con la scomparsa di Kata

La vicenda giudiziaria riguarda esclusivamente l’episodio avvenuto nella discoteca fiorentina e non è collegata al procedimento sulla scomparsa di Kata, che prosegue separatamente, anche se la Procura ha chiesto l’archiviazione delle indagini.

Fonte: Fanpage.it, articolo di Biagio Chiariello

Continua a leggere su UrbanPost