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Leucemie acute, da Parma due studi per terapie su misura: la “carta d’identità” della malattia pubblicata su Blood e Nature

11/10/2026 08:50

Realizzare una sorta di “carta d’identità” della leucemia di cui soffre ciascun paziente: capire non solo com’è fatta la malattia, ma anche come reagisce ai diversi farmaci in ogni singola persona, per mettere a punto una terapia il più possibile mirata e personalizzata. È l’obiettivo di due studi dell’Università di Parma dedicati alle leucemie linfoblastiche acute a cellule T (Lal-T). Altre notizie di sanità nella sezione leucemia

Un laboratorio di ematologia dell'Università di Parma, dove due studi sulle leucemie acute puntano a terapie su misura per ogni paziente

Dove sono stati pubblicati

I due lavori sono stati pubblicati su Blood, la rivista dell’American Society of Hematology, e su npj Precision Oncology, del gruppo Nature. Sono stati curati dal Laboratorio di Ematologia traslazionale e chemogenomica dell’Università di Parma, diretto dal professor Giovanni Roti, ordinario del Dipartimento di Medicina e Chirurgia e direttore dell’Ematologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

La medicina funzionale di precisione

Al centro c’è un approccio che punta a rendere la terapia più aderente alle caratteristiche individuali della malattia, attraverso la valutazione della risposta ai farmaci. Il progetto è stato realizzato nell’ambito di un trial accademico nazionale no-profit, indipendente dall’industria farmaceutica. Per svolgere le analisi in tempi compatibili con il percorso di cura è stato necessario creare un laboratorio di livello tecnologico molto avanzato.

Chi ha finanziato la ricerca

Gli studi sono stati finanziati dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) e dalla Fondazione Gimema, mentre il contributo di Fondazione Cariparma e di Ail Parma è stato determinante per l’acquisizione delle tecnologie. Centrale anche il sostegno della Regione Emilia-Romagna, che ha stanziato 400mila euro, coinvolgendo tutte le strutture di ematologia regionali e consentendo ai pazienti con leucemia acuta di accedere a questa pratica innovativa.

Le parole di Regione e Università

“È un cambio di prospettiva importante”, commentano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, perché significa “mettere sempre più la persona e le caratteristiche specifiche della sua malattia al centro delle scelte terapeutiche”, soprattutto nei casi più difficili e quando le terapie standard non bastano. Il rettore dell’Università di Parma, Paolo Martelli, parla di un gruppo di ricerca che lavora “con risultati davvero incredibili”.

Verso un modello nazionale

Il progetto ambisce a diventare un modello nazionale: l’obiettivo, riferiscono le cronache, è estendere progressivamente la piattaforma su scala più ampia, a partire dalla rete ematologica regionale.

Cosa non è ancora noto

Nei materiali diffusi non sono stati comunicati dati su sopravvivenza o guarigioni: si tratta di ricerca, e non di una terapia già disponibile per tutti i pazienti. Per qualsiasi decisione sulle cure è necessario rivolgersi sempre al proprio ematologo.

Fonte: Regione Emilia-Romagna, ParmaToday, ParmaDaily, Gazzetta di Parma, Il Fatto Quotidiano

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