in

Lombardia zona rossa, Demicheli (direttore Ats Milano): “Lockdown necessario ma tardivo”

Il nuovo Dpcm, che entrerà in vigore domani 6 novembre, ha confermato la Lombardia come una delle regioni dove maggiormente il virus ha preso piede. La Lombardia è quindi zona rossa e da domani scatterà un lockdown simile a quello che abbiamo vissuto in primavera. C’è chi sostiene che le misure contenute nel nuovo decreto contro la diffusione del Covid siano arrivate in ritardo. Tra questi troviamo Vittorio Demicheli, direttore sanitario di Ats Milano, che ha dichiarato “Lockdown in Lombardia necessario ma tardivo”.

>> Nuovo Dpcm, Fontana: “Inaccettabile basarsi sui dati di 10 giorni fa! Schiaffo alla Lombardia”

Vittorio Demicheli sul lockdown in Lombardia

Demicheli: “Lockdown in Lombardia necessario ma tardivo”

“I dati dell’ultimo monitoraggio, almeno di quello che ho in mano io come membro della Cabina di regia, si riferiscono alla settimana tra il 19 e il 25 ottobre. Erano indicatori che davano segnali di allerta precoce. Oggi la situazione è peggiorata”. Così ha dichiarato Vittorio Demicheli, convinto del fatto che la decisione del governo di chiudere la Lombardia sia arrivata in ritardo.

A sostegno della sua tesi che il medico ha illustrato la situazione negli ospedali della sua regione. “Ci sono 1.075 letti di Terapia intensiva, il tasso di occupazione è del 40%. La soglia di criticità è identificata al 30%. Il tasso di occupazione dei posti letto per i ricoveri ordinari è al 37%, al limite della soglia critica fissata al 40%”. Sui dati dei contagi a Milano delle ultime settimane infine commenta: “Forse si inizia a vedere qualche risultato delle misure restrittive scattate il 22 ottobre. Ma per rallentare davvero la curva dei contagi non sarebbero bastate”.

Secondo Vittorio Demicheli la strategia migliore per sconfiggere il virus è limitare i contatti. Infatti già due settimane fa, conscio del fatto che sia complicato tracciare tutti gli spostamenti, parlando ai microfoni di Sky Tg24, invitava chi aveva il sospetto di aver avuto un contatto a rischio o sintomi di stare a casa. “Ciascuno dovrà rinunciare a qualcosa, perché in questo momento la fase del contenimento purtroppo è inefficace. Quindi quello a cui lavoriamo in questo momento è invitare le autorità a prendere delle decisioni un po’ più incisive”. Così ha dichiarato due settimane fa capendo che i dati sottomano erano già un segnale allarmante.

Vittorio Demicheli

Demicheli spiega perchè la Lombardia è zona rossa

L’epidemiologo in un’intervista al Corriere ha spiegato la criticità della situazione in Lombardia. «Gli indicatori che mostrano come in Lombardia il contagio cresca in fretta e in modo incontrollato, in base ai quali è stato deciso l’ingresso nella lista delle Regioni in zona rossa, sono prevalentemente tre: l’ormai noto indice Rt, l’aumento della percentuale di tamponi positivi e la scarsa tenuta del sistema di tracciamento dei contatti».

L’indice Rt infatti in Lombardia è 2,01, ben al di sopra del limite soglia di 1,5. Ciò significa che il virus è altamente contagioso. Secondo le indicazioni dell’Istituto superiore di Sanità, “potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi”. Inoltre, aggiunge Demicheli, la percentuale delle persone positive al tampone è del 26,6%. Dunque una persona su quattro che si sottopone al tampone è ammalata di Coronavirus e questo dato è in aumento. Riguardo al sistema di tracciamento delle persone contagiate, l’epidemiologo lombardo sostiene che non sia efficace, nonostante gli sforzi nel potenziamento degli operatori destinati a tracciare i contatti. >> Tutte le news

Gigi Proietti Enrico Brignano

Gigi Proietti, il saluto di Enrico Brignano al suo mentore: «Grazie, eri e sei pura luce!»

Barbara D'Urso

Barbara D’Urso, foto senza trucco scatena i followers: «Che imbarazzo Barbarè»