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Vaccino antinfluenzale in Lombardia, salta l’acquisto di 150mila dosi

Una società di Bolzano, Studio Dr. Mak & Dr. D’Amico Srl, ha rinunciato alla vendita del vaccino antinfluenzale alla regione Lombardia. Secondo la società alto-atesina la regione ha cambiato le condizioni rispetto a quelle presenti sul bando. La faccenda rischia di finire in tribunale, intanto sono iniziate le indagini anti-corruzione.

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Il retroscena

La Regione Lombardia ha comprato 150mila vaccini antinfluenzali per oltre 2,7 milioni di euro da un piccolo studio dentistico di BolzanoAttilio Fontana aveva avviato in ritardo una campagna vaccinale ma la regione Lombardia non aveva dosi sufficienti di farmaco. Dunque lo scorso 28 ottobre l’Aria, Azienda Regionale per l’Innovazione e gli Acquisti, ha pubblicato un bando per l’acquisto dei vaccini antinfluenzali. Il bando era rimasto aperto solo 24 ore. L’offerta era arrivata dallo Studio Dr. Mak & Dr. D’Amico Srl, una società che come principale attività gestisce uno studio di dentisti di Bolzano.

Dieci giorni fa Carlo Cannarozzo, avvocato della società di Bolzano ha comunicato ad Aria che non aveva più intenzione “di sottoscrivere la convenzione avendo riscontrato che le condizioni contrattuali ivi contenute sono sostanzialmente diverse e molto più onerose rispetto a quelle che avrebbero dovuto essere sulla base di quanto inizialmente da voi indicato in sede di bando”. Lo Studio Dr. Mak & Dr. D’Amico Srl ha dunque rinunciato alla stipula del contratto, ritenendo che la Regione Lombardia abbia cambiato le condizioni rispetto al bando. La centrale acquisti regionale Aria ha respinto l’accusa. “È la società a non avere i requisiti per proseguire con la fornitura”.

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La vicenda del vaccino antinfluenzale in Lombardia

Per l’avvocato della società di Bolzano, la centrale acquisti lombarda non ha più comunicato nulla in merito al rilascio dell’autorizzazione. Quindi la società da lui difesa, non avendo una propria autorizzazione all’importazione di farmaci, “non ha potuto procedere all’acquisto e alla fornitura del lotto di vaccini”. Il dg di Aria, Gubian, ha sottolineato che lo studio di Bolzano avrebbe già dovuto essere un possesso di un’autonoma autorizzazione ancor prima di inviare l’offerta. “Stiamo valutando di procedere con una causa per danni e con una segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione”. Intanto all’Anac ha assegnato al consigliere regionale del M5S, Luigi Piccirillo, di fare chiarezza sugli aspetti singolari del bando di Aria.

Fatto sta che le 150mila dosi di vaccino antinfluenzale sul mercato ormai non ci sono più, l’ha spiegato l’avvocato Cannarozzo. “Il prodotto che la società aveva reperito ed era pronta ad acquistare non risulta più disponibile presso il deposito farmaceutico che lo aveva messo a disposizione, non essendo stati rispettati, per cause non imputabili alla mia assistita, i termini della prenotazione”.

La società di D’Amico aveva già qualche precedente con il quale la regione Lombardia ha dovuto fare i conti. Quando il Fatto quotidiano aveva svelato che dietro non c’era un grossista di prodotti farmaceutici, bensì uno studio dentistico, è scoppiato il putiferio. L’Ordine dei medici, la Guardia di finanza di Bolzano e i Carabinieri del Nas di Trento hanno unito le forze per avviare delle indagini. I carabinieri hanno sanzionato per 6mila euro la società del dentista perché non iscritta al registro degli intermediari di farmaci del ministero della Salute. “È una contestazione infondata contro cui faremo ricorso”, ha affermato l’avvocato Cannarozzo, secondo cui la società non avrebbe svolto un’attività di reale intermediazione, ma avrebbe acquistato direttamente dei vaccini per poi rivenderli grazie a un’autorizzazione all’importazione che la Regione aveva richiesto ad Aifa (Agenzia italiana del farmaco). >>Tutte le notizie

 

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