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I Malatesta, storia della famiglia simbolo della Romagna: le lotte intestine e il “tramonto”

Abbiamo lasciato il nostro racconto sui Malatesta, la famiglia che ha dato lustro per cinque secoli alla Romagna, agli albori del Rinascimento. Riprendiamo la nostra storia attorno al XIV secolo, quando i Malatesta, tra lotte intestine e guerre di conquista, arrivano alla massima estensione territoriale del proprio potere, ben oltre i confini della Romagna. (Continua a leggere dopo la foto)

sigismondo pandolfo malatesta e beatrice d'este

I Malatesta, dalle lotte intestine al “tramonto” della dinastia

Nel XIV e XV secolo i Malatesta conquistarono infatti numerose città della Romagna e delle Marche. Tra queste Pesaro, Fano, Cesena, Cervia, Senigallia e Fossombrone. A sud, il loro dominio si estese addirittura fino ad Ascoli, dove nel 1349 Galeotto fece costruire il Forte Malatesta, e saltuariamente alla stessa Ancona. Verso Toscana ed Umbria, invece la signoria dei Malatesta arrivò a comprendere anche i territori di Sansepolcro (1371-1430) e Citerna. Infine, l’espansione a nord della linea del Po: nei primi anni del ‘400 Pandolfo III “il Grande” fu infatti signore di Brescia (dal 1404 al 1421) e Bergamo. E a Brescia nacque Sigismondo Pandolfo Malatesta, figura importante di cui vi parleremo perché protagonista del tramonto della “signoria”.

I Malatesta, nel pieno del Rinascimento, persero praticamente tutto: il loro territori furono assorbiti dallo Stato della Chiesa, non senza vicissitudini dolorose che videro protagonisti esponenti importanti della famiglia.

Sigismondo Pandolfo Malatesta, figlio di Pandolfo III “Il Grande”, fu un condottiero di valore. Il poeta Ezra Pound lo definì «il miglior perdente della storia», perché nello scontro perenne con il Duca di Montefeltro, non perse mai di vista l’importanza di arricchire la sua Signoria, investendo tantissimo nelle arti e raccogliendo attorno a sé uomini di cultura da tutta Italia.

Sigismondo Pandolfo Malatesta fu signore di Rimini e Fano dal 1432, mentre suo fratello Domenico Malatesta lo fu di Cesena. Fu talvolta spregiudicato in guerra, pronto anche a cambiare bandiera in favore di chi gli garantisse il migliore appannaggio. Queste scelte lo portarono ad inimicarsi alcune grandi personalità dell’epoca, che gradualmente lo isolarono e cercarono in ogni modo di piegarlo.

A ciò si aggiunse, come anticipato,  uno stato di guerra logorante e pressoché perenne col vicino e rivale Federico da Montefeltro, che da Urbino governava l’ambita città di Pesaro, con la quale il Malatesta avrebbe potuto unificare i suoi territori romagnoli e marchigiani. Nonostante i numerosi tentativi di conquistare la città vicina, il suo progetto non andò mai definitivamente in porto.

La sconfitta dei Malatesta, tuttavia, non arrivò sul campo di battaglia ma per “bolla papale”. Escluso dalla pace di Lodi e scomunicato da papa Pio II, Sigismondo Pandolfo Malatesta fu marginalizzato e attaccato da più parti, perdendo gran parte dei suoi territori e finendo i suoi ultimi giorni tra progetti di riscatto incompiuti.

Roberto, figlio naturale di Sigismondo, usurpò il potere alla terza consorte di questi, Isotta, e al loro figlio Sallustio, da lui designati. Dopo l’occupazione di Cesare Borgia, nel 1522-1523 l’erede Pandolfo IV, detto “Pandolfaccio”, fu di nuovo signore di Rimini, insieme al rampollo Sigismondo I, ancora nel 1527-1528, quando il territorio fu definitivamente incorporato nei domini della Chiesa.

malatesta in romagna verucchio

I luoghi dei Malatesta: Verucchio

Verucchio, splendido borgo arroccato sulle prime colline riminesi, ha origini antichissime. Reperti archeologici fanno risalire la nascita dell’abitato all’epoca villanoviana. Ci sono poi importanti tracce della civiltà Etrusca, che ai tempi della sua massima espansione arrivò fino sulle coste romagnole.

Dopo il periodo Romano e le invasioni barbariche, Verucchio visse un lungo periodo di decadenza. I segnali della ripresa e successiva fioritura, arrivarono con l’avvento dell’era dei comuni. E proprio di quell’epoca sono le tracce dell’avvento della famiglia dei Malatesta, che diede nuovo impulso alla Romagna e quindi anche a Verucchio.

Con la dominazione della potente signoria, Verucchio diventa strategicamente interessante, dominando la vallata del Marecchia e le pianure circostanti, come avamposto per l’avvistamento degli eserciti nemici e come piazzaforte in caso di attacco. I Malatesta, in lotta con il Ducato di Urbino, ne fortificarono la rocca facendone un importante baluardo.

Articolo realizzato grazie al prezioso contributo del Museo Renzi di San Giovanni in Galilea (FC)

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