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Mario Biondo, le prove dell’omicidio: la famiglia in lotta per la verità adesso spera

Morte Mario Biondo: dopo avere ottenuto la proroga delle indagini il legale della famiglia rilascia delle dichiarazioni che propendono verso la convinzione, sempre più granitica, che il cameraman palermitano sia stato ucciso. “Nessun dubbio, Mario ucciso e poggiato come un burattino”, lo ha dichiarato a ilSicilia.it  l’avvocato Carmelita Morreale, legale della famiglia di Mario.

Adesso che la pista suicidaria è sempre più lontana e nella speranza che le nuove indagini facciano emergere le prove di quello che ad oggi è ancora un presunto delitto, la famiglia Biondo torna a sperare. Auspica di potere avere giustizia e far luce su ciò che davvero accadde a Biondo la notte fra il 29 e 30 giugno 2013 a Madrid.

Morte Mario Biondo, la verità emergerà

“Alla fine la verità emergerà. Non è una semplice speranza, ne siamo convinti. Abbiamo lottato strenuamente affinché queste indagini non venissero archiviate, e ci batteremo con determinazione per assicurare alla giustizia chi ha ucciso Mario Biondo. Andremo fino in fondo affinché vengano individuati e puniti gli esecutori e i mandanti del delitto”, queste le parole dell’avvocato Morreale.

Lo scorso 18 novembre il Gip del Tribunale di Palermo, Roberto Riggio, ha accolto l’opposizione della famiglia Biondo all’archiviazione del caso, disponendo altri 6 mesi di indagini. Ciò significa che potrebbero verificarsi importanti risvolti investigati sul caso. Il giallo sulla morte del 30enne palermitano è infatti avvolto dal mistero. Troppe le anomalie e le incongruenze che dalla prima ora hanno portato i suoi familiari ad escludere il suicidio.

Il corpo appoggiato come un burattino: Mario Biondo è stato ucciso?

“Tutti i nostri dubbi sono fondati e giusti – ha dichiaro la dottoressa Morreale a ilSicilia.it la prova direi che si è avuta quando ho visionato le immagini del ritrovamento nel gennaio 2016, un momento di cui ancora oggi ho un ricordo nitido e che rimarrà scolpito per sempre nella mia memoria. Il cadavere del ragazzo era appoggiato come un burattino sulla libreria e tutto era perfettamente in ordine. E poi ovviamente la pashmina e quel nodo, i segni al collo di Mario. Tutta una serie di elementi concorrono a far sì che si debba escludere la pista di un suicidio. Non vi è alcun dubbio che la scena fosse quella di un depistaggio”. 

“Il delitto ha visto più protagonisti”

“…Ma posso dire – ha precisato l’avvocato Morreale – che il delitto ha visto attori protagonisti più persone. Sul luogo del crimine dovevano esserci più soggetti coinvolti attivamente nelle fasi dell’omicidio e presumiamo si sia trattato di soggetti in grado di porre in essere con ‘disinvoltura’ questa tipologia di azioni, e quindi quello che è stato fatto a Mario”. Potrebbe interessarti anche —> Mario Biondo è stato ucciso? Si torna in Spagna per trovare la verità: il gip dispone nuove indagini

 

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